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Domenica 31 Maggio 2020

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22 maggio 1976

Tragico inizio del Giro d'Italia: cade e muore uno spagnolo

Si tratta di Manuel Santisteban, gregario della Kas

Tragico inizio del Giro d'Italia: cade e muore uno spagnolo

Guadrini l'unico cremonese

Il Giro non è soltanto un gioco, una evasione, una traversata folkloristica dell’Italia; esso è soprattutto lavoro e pane per i corridori ed anche rischio, competizione, sacrificio e di conseguenza diritto alla sicurezza.
Sono aspetti che purtroppo molto spesso sfuggono all'immediata attenzione dei più con l'abbaglio della figura del campione nel suo aspetto divistico.

Il Giro è infatti iniziato all'insegna del lutto.
Un incidente mortale ha colpito la squadra spagnola della Kas. Un suo componente, Juan Manuel Santisteban, di 32 anni, è uscito di strada in discesa, poco prima di Acireale, mentre con alcuni compagni di squadra inseguiva il gruppo dopo una foratura di Gonzales Linares.

C’è stato uno sbandamento del plotoncino formato da quattro corridori — Gonzales Linares, Santisteban, Ocana e Menendez — e in curva Santisteban ha sbagliato — secondo le testimonianze — nettamente i tempi ed è andato violentemente a sbattere sul guardrail. La protezione metallica purtroppo, ha invece svolto le funzioni di una vera ghigliottina tranciando addirittura il collo del malcapitato corridore spagnolo.
Nonostante il pronto intervento dell'autoambulanza al seguito non c’è stato altro da parte dei medici che constatare la subitanea morte di Santisteban avvenuta per frattura della calotta cranica con fuoriuscita di sostanza celebrale.

L'inizio del Giro in Sicilia è stato tragico. Dopo il lutto della mattina, la corsa ha sfiorato nuovamente la tragedia nel pomeriggio nel corso i della seconda frazione con tra guardo a Siracusa. Ad un chilometro e mezzo dall'arrivo un improvviso scroscio di pioggia ha reso sdrucciolevole l'asfalto. Ne è scaturita una caduta nella quale sono rimasti coinvolti parecchi corridori e due motociclisti. Per fortuna le conseguenze non sono state gravi.
Fra i corridori soltanto Crepaldi desta preoccupazioni per una serie di ferite al capo e alle gambe e per una incrinatura al femore. Hanno riportato anche ferite tra gli altri Rossi, Parecchini e Basso, che addirittura si è dovuto fermare poco prima del traguardo mentre Zilioli era caduto in mattinata.

Inoltre, come se ciò non bastasse, stamattina, poco prima del traguardo di Catania, posto proprio nel cuore della città, in piazza del Duomo, un vigile urbano ha rischiato di essere travolto dal gruppo lanciato dei corridori.

Quando la cronaca nera si sovrappone allo sport è forse superfluo parlare dell'episodio agonistico. Tuttavia, per la cronaca, bisogna dire che il Giro d'Italia si è iniziato con una doppia vittoria del velocista belga Patrick Sercu che ha così indossato la prima maglia rosa consegnatagli dal detentore Fausto Bertoglio.

Guadrini l'unico cremonese
Giovedì scorso, oltre la Vernasca, sulla strada per Bore, sto prendendo aria e sole. Salgo lentamente su un tratto che sembra di un altro mondo: non il rombo di un motore. Le gazze ed i carri li trovi sulla strada e sembrano aspettarti. D'un colpo mi appare un corridore: Enrico Guadrini, unico professionista cremonese al Giro d'Italia.
Gli pongo alcune domande, ma Enrico ha poco tempo perchè al casello dell’autostrada c'è la macchina della «Zonca» (la sua squadra che lo attende per la picchiata nel Sud: al Giro avrà il numero 113... un cento in più del tredicesimo posto nel tappone dello Stelvio dell'anno scorso. «Pensi di far meglio quest'anno?»; mi risponde «Ho trenta anni... però ancora più di esperienza».
Mi supplica di seguirlo, il mio passo però è centenario e lo invito a scollinare da solo. S'allontana e gli grido: «Enrico, chi vince il 59° Giro d'Italia?». È ormai lontano, si volge, esclama un nome che si perde nell'eco; mi sembra però di aver capito un nome antico. «M…..erckx», anche se il cuore mi suggeriva «M... oser».
G. P. Tambani

21 Maggio 2020