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15 febbraio 1983

Torino è incredula e commossa per l'immane rogo del cinema “Statuto”

64 vittime

Torino è incredula e commossa per l'immane rogo del cinema “Statuto”

Il Presidente Pertini ha pianto tra le poltroncine annerite dalle fiamme del cinema "Statuto"

TORINO, 14. — Un tragico,  drammatico San Valentino quello vissuto oggi a 24 ore di distanza dal rogo che ha devastato il cinema «Statuto» a Torino ed ha causato la morte di 64 persone. Il presidente della Repubblica, Pertini, atterrato stamani poco dopo le 10 con un aereo speciale allo aeroporto di Caselle, ha visitato le salme nella camera ardente allestita al cimitero Generale. Poi ha voluto vedere il luogo della,tragedia, è salito lungo la scala che dall'ingresso principale del cinema porta alla galleria, si è guardato intorno in silenzio accarezzando con lo sguardo le poltrone annerite, i muri neri, la coltre di fuliggine che ricopre tutto. Sul suo viso la espressione amara di chi è troppo spesso costretto a guardare scenari di morte, dai suoi occhi sono uscite delle lacrime.

«Una disgrazia che mi ha impressionato e angosciato », ha detto il presidente.

Il presidente si è detto profondamente impressionato da quanto ha visto, e in particolare «da una mamma che, laggiù al cimitero, stava riconoscendo la bara di suo figlio. Una cosa straziante, che mi ha fortemente commosso».

Al capo dello Stato è stata domandata un'opinione in relazione alle cause del sinistro, ed in particolare circa l'ipotesi del dolo. «Non sta a me - ha risposto Pertini — esprimere pareri. Il Comune, il sindaco Novelli mi ha esposto la situazione, mi ha raccontato con precisione, quello che è successo. Ma per quel che riguarda le cause, spetta ai magistrati, ai giudici pronunciarsi: lo faranno con la massima serietà. Lasciamo che sia la autorità competente ad indagare e fare piena luce».

— Ma lei, presidente — gli è stato chiesto — si è fatta una sua idea? Ritiene possibile, probabile l'ipotesi di un fatto accidentale?

 «I o penso che l'ipotesi più realistica sia quella della disgrazia. –Si vede che qualcosa non ha funzionato, qualche porta di sicurezza, qualcosa...».

«Non faccio altro — ha poi commentato amaramente Pertini — che seguire i funerali; credo che questa mia presidenza sia una delle più tormentate, anzi la più tormentata. Ma io devo essere sempre vicino al popolo italiano».

Il cinema «Statuto», oggi, sembra una maschera scura senza vita. Nella notte i volontari della Croce Verde, e i vigili del fuoco hanno esplorato palmo a palmo i locali del cinema scoprendo tragedie immani, angoli di dolore e di terrore. Sino alle 22 infatti si credeva che il tragico rogo avesse ucciso circa 40 persone, poi, sfondando una porta della toilette, i vigili del fuoco avevano scoperto un altro «grappolo» di corpi senza vita, accatastati uno sull'altro sul pavimento: uccisi dai gas nel tentativo disperato di fuggire da una trappola buia mortale.

Altri corpi sono stati rinvenuti anche in uno sgabuzzino: anche in questo caso la fuga si è arrestata di fronte a 4 strettissime mura. Il bilancio è drammatico ed ora, guardando dalla via principale l'ingresso del cinema e le uscite di sicurezza spalancate (ce ne sono 8 soltanto sul lato che si affaccia su via Cibrario) si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno scherzo grottesco. Sessantaquattro persone sono morte, alcune ad appena due o tre metri dalla salvezza, altre seppellite in una toilette, in uno sgabuzzino o sdraiate nei corridoi. Due fidanzati hanno perso la vita abbracciati. Tra le bare grigie spicca una macchia bianca, un assurdo cubo di legno in cui giace la salma di Giuseppina Vario di 7 anni, morta insieme ai genitori e agli zii.  

14 Febbraio 2020