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Martedì 25 Febbraio 2020

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16 gennaio 1993

Preso Riina, il superboss

Latitante da vent'anni, è il capo supremo di Cosa Nostra

Preso Riina, il superboss

Volle le stragi di Falcone e Borsellino

PALERMO — Lo braccavano da tre mesi. I carabinieri avevano costituito un gruppo speciale, una piccola ma preparatissima task-force per dare la caccia soltanto a lui, a Totò Riina, il capo di Cosa nostra.

L'hanno arrestato ieri mattina a Palermo, alle 8.30, nella centralissima via Leonardo da Vinci. Un arresto clamoroso, un colpo mortale alla mafia. Il boss è stato catturato a bordo di una «Citroen Zx», guidata dal suo autista, mentre si stava dirigendo verso l'autostrada che porta a Catania.

L'identità dell'autista del boss non è stata rivelata, anzi è smentito che possa trattarsi di un incensurato (Salvatore Biondolillo) come invece era stato affermato.

Riina è stato fermato da una squadra di carabinieri in borghese, che gli hanno chiesto i documenti. Lui ha esibito una falsa carta di identità, mentre sul posto arrivavano molte pattuglie dei carabinieri che erano in attesa.

Il piano prevedeva una serie di «cerchi concentrici» in tutta la zona, per un totale di una quarantina di uomini impegnati. C'era il gruppo che stava appostato in posizione più distante dal luogo dell'operazione, come tiratori scelti; poi una seconda squadra, e infine il gruppo di «contatto», quello che appunto ha bloccato Totò Riina e gli ha chiesto i documenti. Non c'erano auto di «scorta» per il capo mafia, né lui era armato. Probabilmente, hanno spiegato gli uomini del Ros che hanno condotto l'operazione, il grande capo della mafia pensava in questo modo di potersi spostare meglio, senza creare sospetti. I militari lo hanno fermato, lo hanno caricato sulle loro auto, e quindi lo hanno portato in caserma. E qui, dopo qualche minuto, ha ammesso: «Sì, sono proprio io. Sono Totò Riina».

Si conclude la carriera dell' uomo più feroce, soprannominato «la belva», che dovrà rispondere anche delle stragi Falcone e Borsellino. Sul suo conto c'è una lunghissima serie di condanne all'ergastolo, a cominciare da quella che gli è stata inflitta al maxi processo.

I carabinieri hanno individuato il covo dell'ex latitante, poco lontano dal luogo in cui è stato arrestato.

15 Gennaio 2020