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Sabato 30 Maggio 2020

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5 aprile 1959

Chiusa dopo un secolo e mezzo l’osteria dei Tre Re

Fu frequentata da moltissime personalità cittadine e dette vita ad un Gruppo benefico

l’osteria dei Tre Re

Una volta, via Janello Torriani era denominata via Osterie, proprio perchè là, a pochi passi, dal luogo ove da secoli si svolgono i mercati, si aprivano tante osterie oggi scomparse, o trasformate, o traslocate, come, per esempio, l'Agnello, il Fontana e l’antica Osteria del Pozzo.

Quella dei Tre Re, dal giorno della sua fondazione è sempre stata lì, in quei locali costituiti da due saloni e da due salette, arredate ancora oggi secondo la vecchia tradizione: ampi tavoli in noce, qualche mobile con alzata su cui venivano allineate le bottiglie più pregiate.

Bisognerebbe frugare negli archivi per conoscere la data esatta in cui l'osteria dei Tre Re venne aperta.

I più vecchi cremonesi non soltanto ricordano di averla sempre vista, ma dicono che quand'essi erario bambini, quell'osteria era già considerata antica.

Certamente si ha notizia di un Guarneri che la condusse circa un secolo fa; dopo di lui venne Luigi Zucchi che era anche il proprietario dello stabile, così come oggi lo sono i suoi eredi, poi Archimede Zerbini, infine Walter Feraboli che l'ha condotta per trent'anni.

Nei suoi tempi d'oro, durante la stagione della vendemmia, affluivano davanti all'osteria file di «benasse» cariche d'uva. Ognuno di questi strani veicoli sui quali poi salivano i pigiatori, conteneva dai 20 ai 25 quintali di uva. In quel periodo affluivano ai Tre Re almeno trenta di queste «benasse». E i brentatori salivano e scendevano la scaletta che conduce nella vastissima cantina larga come tutta la casa e lunga da via Torriani a via del Cigno, piena di antiche, gigantesche botti di rovere.

Come l'osteria, anche la cantina era del tutto tradizionale: buia, umida; ma il vino che scaturiva dalle sue botti era del migliore. E lo sapevano tutti a Cremona, se i Tre Re erano frequentati anche dalla migliore società di quel tempo. Seduti l'uno di fronte all'altro a quei grandi tavoli, s'incontravano il ministro Ettore Sacchi, il sindaco Dario Ferrari, l'ing. Palchetti assessore alle Finanze, l’avv. Coggi presidente del Teatro Ponchielli, il notaio dott. Gabbi, presidente dell'Unione Sportiva Cremonese, i trasportatori fratelli Rizzi, per non ricordare che i più noti e i meno lontani nel tempo.

Tutti nomi di personalità che contribuirono, nel periodo di transizione fra l'uno e l'altro secolo,a imprimere alla nostra città il suo aspetto moderno.

Al loro posto se ne sono seduti tanti altri intorno a quei vecchi tavoli di noce. E 10 anni or sono si fecero iniziatori di ina simpatica manifestazione benefica: il pranzo della Befana ai bambini poveri. Il primo anno furono 16, i bambini raccolti intorno al desco; quest’anno sono stati 200. Speriamo che la scomparsa dei Tre Re non coincida con la fine del «Gruppo benefico» che ad esso si intitolava. Speriamo che almeno il ricordo di questa tipica, antica osteria oggi scomparsa si proietti nei tempi con una attività benefica.

28 Marzo 2020