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Sabato 30 Maggio 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: Gallera, obbligo mascherine condiviso con Conte

L'assessore lombardo: «Era importante dare un messaggio forte e preciso: fa più caldo, i numeri sono favorevoli ma non bisogna allentare la tensione»

Coronavirus: Gallera, obbligo mascherine condiviso con Conte

MILANO (6 aprile 2020) - «Venerdì ci siamo confrontati con il Governo e con gli altri presidenti di Regione, abbiamo preannunciato al presidente Conte questa volontà e lui ci ha detto 'rientra nelle vostre facoltà, assolutamente agite'. Per dire della concordanza istituzionale». Lo ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ad Agorà, parlando delle polemiche scaturite dall’ordinanza lombarda sull'obbligo di indossare la mascherina o comunque di coprire naso e bocca quando si esce di casa. «Era importante dare un messaggio forte e preciso: fa più caldo, i numeri sono favorevoli ma non bisogna allentare la tensione» ha spiegato l'assessore, confermando che «partiranno oggi la distribuzioni dei primi 3,5 milioni» di dispositivi «nei luoghi nevralgici» ma che comune in questa fase «i cittadini devono stare a casa» e uscire solo per necessità.

«Oggi entrano i primi pazienti. Da qui a 15 giorni occuperemo i 53 posti che abbiamo preparato nei primi moduli. Nel frattempo si stanno realizzando quelli al piano terra, che vedremo se destinare in parte alla terapia intensiva e in parte ad altri bisogni che abbiamo». Lo ha spiegato Gallera, parlando dell’ospedale allestito all’interno dei padiglioni della Fiera di Milano e destinato ai pazienti Covid.

La zona rossa ad Alzano e Nembro "era lo Stato che doveva farla, come a Codogno. Solo loro avevano il potere» perché «nelle competenze istituzionali e costituzionali della Regione non rientra disporre delle forze dell’ordine e delle forze armate». È quanto ha ribadito l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a proposito della mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca, oggetto di un’inchiesta pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Gallera ha spiegato che la Regione Lombardia aveva chiesto «più volte in maniera importante di chiudere la zona rossa» e questo «è nel verbale» dell’Iss. «Noi abbiamo - ha specificato l’assessore - interloquito con Iss, che nel proprio verbale fa riferimento al fatto che io e il mio direttore generale eravamo in contatto con loro per confrontarci sui dati per la disposizione della chiusura della zona rossa». Durante la trasmissione Gallera si è confrontato con l’esponente Pd Maurizio Martina, secondo cui, invece, «la zona rossa andava fatta» e «potevano essere adottati provvedimenti di carattere regionale, come accaduto nel Lazio e in Emilia Romagna».

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06 Aprile 2020