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Lunedì 06 Aprile 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: Gallera, in Lombardia fatti 70.598 tamponi

L'assessore regionale al Welfare: "Bisogna avere il tempo di processarli. Non basta rallentamento per dire a posto"

Coronavirus: Gallera, in Lombardia fatti 70.598 tamponi

MILANO (23 marzo 2020) - «Noi siamo la Regione che ha fatto il maggior numero di tamponi, ne abbiamo fatti 70.598 a ieri». Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, in collegamento con la trasmissione Mattino Cinque, rispondendo al giornalista che gli ha chiesto se si faranno test a tappeto. «Adesso stiamo, in maniera selettiva, ampliando, abbiamo previsto che i medici di medicina generale facciano il tampone, e il personale sanitario che ha anche poche linee di febbre, chi ha 37.5. Stiamo valutando anche l’efficacia di questi test rapidi che a noi non risultano avere grande efficacia. - ha concluso -. Abbiamo 22 laboratori attivati e facciamo 5 mila test al giorno. Io posso fare anche 1 milione di tamponi ma poi devo avere il tempo di processarli, dobbiamo lavorare in modo efficace e selettivo».

«Ormai la Lombardia è una grande Regione che combatte insieme una battaglia, con grande senso di responsabilità dei cittadini. Non è sufficiente vedere per due giorni, speriamo che oggi ci sia il secondo giorno, un rallentamento per dire che è tutto a posto». Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, facendo il punto dell’emergenza Coronavirus in collegamento con la trasmissione Uno Mattina su Rai1. «Abbiamo le zone più martoriate oggi che sono Bergamo e Brescia dove ancora contiamo tanti contagi, un grandissimo sovraffollamento dei pronto soccorso; Cremona, Crema, ancora sono molto forti. La zona di Milano, che negli ultimi giorni era cresciuta in modo esponenziale, ieri era cresciuta ma leggermente meno rispetto al giorno prima. - ha concluso -. Confidiamo che questo sia il frutto della responsabilità dei cittadini. Siamo ancora però in quella coda di quel weekend un pò matto, quindi può essere che i dati ancora non siano importanti e frutto dell’atteggiamento dei cittadini. Se ognuno evita di contagiare altri, oppure non siamo noi stessi cibo per il virus, questo muore e tutto questo finisce. È fondamentale evitare i contatti con gli altri».

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23 Marzo 2020