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Domenica 29 Marzo 2020

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Coronavirus: Ricciardi, bisognava isolare gli arrivi da Cina

«Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località», dice il professor Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Oms, intervistato da La Stampa. «Inoltre - aggiunge -, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio» e "hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso». «C'è il forte rischio che i focolai diventino un’epidemia. Lo sapremo tra due settimane», avverte, spiegando che l’aumento, di colpo, del numero dei contagiati «è un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione». Rischiamo numeri asiatici? «Il trend è chiaro, ma in Cina c'è stato un mese di sottovalutazione mentre da noi, pur con qualche svista, stiamo reagendo». Intervistato anche dal Sole 24 Ore, osserva che «potremmo essere di fronte alla punta dell’iceberg e quindi potrebbero esserci altri focolai in Italia come nel resto del mondo», ora, "se metteremo in atto tutte le precauzioni del caso come si sta facendo ora isolando i casi e circoscrivendo le aree a rischio l'allarme potrebbe finire verso maggio-giugno come accade con la Sars, visto che il caldo ne rende più difficile la diffusione».

23 Febbraio 2020