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Mercoledì 19 Febbraio 2020

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CREMONA. IN SALA ZANONI

«Donna Rachele mia nonna», giovedì 23 la presentazione del libro

Edda Negri Mussolini racconta la nonna che l'ha cresciuta dopo la morte prematura della madre

«Donna Rachele mia nonna», giovedì 23 la presentazione del libro

La copertina del libro

CREMONA (21 gennaio 2020) - «Ha trascorso una una vita piena di passione, di amore, ma anche di angoscia e tristezza, una vita che le ha regalato tanto, ma altrettanto le ha portato via». E ancora: «Non parlo di Storia, se non di contorno a quelli che sono i sentimenti di una donna che è stata accanto all’uomo più importante d’Italia per oltre vent’anni, nel bene e nel male. Un romagnolo doc che ha fatto la storia della nostra patria». Quell’uomo è Benito Mussolini, quella donna è Rachele, sua moglie. A ricordarne la figura è Edda Negri Mussolini, figlia di Anna Maria, l’ultimogenita della coppia, morta quand’era ancor giovane. Lei, Edda, è stata cresciuta dalla nonna. E ora la racconta in una sorta di biografia di un amore famigliare nel libro Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini, scritto a quattro mani con Emma Moriconi e pubblicato da Minerva. Un testo di sentimenti ed emozioni che verrà presentato dalla stessa Edda Negri Mussolini domani in sala Zanoni di via Vecchio Passeggio 1 a Cremona.

L’appuntamento, organizzato dall’Associazione politico culturale Il Faro, è per le 18,30, l’ingresso è libero. Dopo l’introduzione di Paolo Italia, l’autrice converserà con Paolo Gualandris, giornalista de La Provincia. «Oggi ancora ho negli occhi quello sguardo immenso di nonna Rachele, che mi guardava con infinita dolcezza, ma a volte con quel velo di profonda tristezza che ti stringeva il cuore. E guardandomi mi raccontava quelle storie che -forse- persino lei avrebbe desiderato che fossero frutto di pura invenzione, e che purtroppo erano invece vere, tragicamente vere». E di storie da raccontare ne ha avute davvero molte nonna Rachele, una donna romagnola, una donna forte, con valori e principi. «Rimase per tutta la vita una contadina romagnola che apprezzava la vita semplice, di campagna -scrive Edda Negri Mussolini -. Era coerente, amava soprattutto la famiglia. Il resto non le interessava». Una moglie che preferiva stare nell’ombra ma che aveva giudizi chiari su tutte le persone che circondavano il marito, al quale non nascondeva le sue molte perplessità, che però venivano ignorate. «A un certo punto il re voleva insignire il Duce del titolo di principe. Lei si mise a ridere. Chiese al nonno: ma tu mi vedi nel ruolo di principessa? Non se ne parla».

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21 Gennaio 2020