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Domenica 23 Febbraio 2020

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CREMONA

La sfida di Giulia: 'Rifaccio il trucco all’ex Tognazzi'

Cinema, sala coworking, vineria e terrazza polmone verde: il progetto nella tesi di laurea magistrale dell’architetto Amoroso

La sfida di Giulia: 'Rifaccio il trucco all’ex Tognazzi'

CREMONA (20 gennaio 2020) Una sala cinematografica, uno spazio per conferenze, mostre d’arte e coworking e infine una vineria con annesso ristorante a km zero. È così che Giulia Amoroso, giovane architetto cremonese fresco di laurea, vede il futuro dell’ex cinema Tognazzi di cui, proprio in questi giorni, si sta decidendo un destino ben lontano dalla sua originaria vocazione.

La proposta progettuale di Amoroso è stata al centro della tesi di laurea Magistrale discussa presso Il Politecnico di Milano dal titolo Cremona: ritorno al futuro. Metodologia per la riqualificazione paesaggistica e architettonica di un territorio di pregio.

Recupero, cura e valorizzazione di dodici luoghi urbani e rurali dismessi (relatore professoressa Anna Arioli, correlatore architetto Alisa Tognon). Il lavoro di ricerca lungo, complesso e analitico ha portato all’individuazione di dodici contesti dismessi da reinterpretare dal punto di vista funzionale volto alla loro rinascita. Due i casi studio esemplificativi che danno alla tesi un valore aggiunto: l’ex cascina Mulino Biondo al Boschetto e appunto l’ex cinema Tognazzi. «Ho voluto concludere la tesi con due proposte architettoniche di rifunzionalizzazione degli ambienti con un obiettivo preciso - spiega Amoroso —: verificare sul campo il concept tipologico e arrivare infine a quel segno minimo capace di far tornare le cose a se stesse, legandole di nuovo in maniera indissolubile con il luogo».

Realizzato tra il 1938 e il 1942 durante le opere di riqualificazione urbana portate avanti dal Regime fascista, l’ex cinema Tognazzi occupa parte dell’edificio che delimita l’isolato tra le vie Verdi, Gramsci, Capitano del Popolo e corso Cavour. Fino agli anni Sessanta del Novecento si chiama Enic, poi diventa Roxy e dal 1993 Tognazzi. Considerato all’avanguardia e di alta qualità per quei tempi (due sale per un totale di mille posti a sedere ) rimane attivo fino al 2011 quando - complice anche l’apertura della multisala al centro commerciale alla periferia della città e il calo di affluenza nel centro storico - deve chiudere i battenti. «Alcuni ritengono che la chiusura sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso dello svuotamento del centro storico - scrive Amoroso - e pertanto questo luogo risulta emblematico nella strategia proposta in questa stesi».

Sezionare gli spazi e concentrare gli usi, ovvero molteplici funzioni per un solo luogo sono le due azioni base della strategia di recupero individuata da Amoroso. Il progetto prevede il mantenimento della sola sala cinematografica inferiore mentre quella superiore perderà la sua originale funzione e sarà suddivisa in tre spazi: sala coworking e mostre con ingresso da via Verdi, lo stesso del cinema, e in altre due parti dedicate a vineria e ristorante con accesso da via Gramsci. Infine una terrazza collocata esattamente fra i due spazi, al centro del cortile interno del palazzo, collegherà i due locali, pur lasciandoli indipendenti.

L’inserimento della vineria ristorante accanto al cinema non è casuale. «Oltre ad essere un precursore di un certo tipo di comicità che trovava nella bulimia gastronomica la sua espressione più feroce, Tognazzi lo è stato anche nel modo di vedere il cibo e la campagna. Nasce così l’idea di coniugare cinema e cucina ma quella legata strettamente al territorio e alle buone pratiche alimentari. Cucina che insieme all’arte sia essa cinema, liuteria, pittura, contraddistingue da sempre la città rendendo ancora più emblematico questo luogo». Il nuovo Tognazzi così configurato potrebbe diventare il capitolo finale della filiera corta cremonese che vuole andare oltre il mero consumo e alzare il livello culturale dell’esperienza culinaria.

Il progetto di Amoroso prevede il mantenimento della simmetria attuale (tre vetrine su via Verdi), la doppia rampa di scale al lati, la rampa minore centrale e così pure la biglietteria, fatto salvo l’adeguamento estetico e funzionale di arredi e rivestimenti che interesserà anche la sala cinematografica, inalterata nella forma. L’intervento più pesante riguarda come si è detto la sala superiore suddivisa in tre partizioni orizzontali con struttura portante in acciaio e pavimenti flottanti in legno.

L’idea strizza l’occhio ad una tipologia di spazio molto praticata e di successo nelle grandi città. Lo spazio tecnologicamente attrezzato diventa luogo di incontro, lavoro e studio singolo o collettivo. «E in più porta i giovani a frequentare nel centro storico durante tutto l’arco della giornata», aggiunge Amoroso. Lo spazio del nuovo Tognazzi sarà flessibile con ripartizioni leggere per ospitare più attività contemporaneamente e creare ambienti riservati a seconda della richiesta e delle necessità. L’ingresso sarà su via Verdi, mentre due uscite collegano la sala coworking con la terrazza e vineria.

Secondo il progetto firmato da Goiulia Amoroso, andrà a svilupparsi secondo la simmetria centrale che caratterizza concettualmente l’intero edificio. Prenderà luce da una grande vetrata laterale che richiama le grandi serre in ferro e vetro. Come nella sala coworking anche nella vineria le partizioni interne sono leggere per garantire flessibilità e gestione razionale degli spazi. Due gli ingresso da via Gramsci.

Lo svuotamento della porzione centrale della sala cinematografica superiore andrebbe ad eliminare l’attuale copertura degradata e riqualificherà anche il cortile del palazzo. Con il risultato di migliorare la visuale dalle abitazioni e dagli uffici grazie all’inserimento di componenti d’arredo, pavimentazione e vegetazione.

Il progetto firmato dal giovane architetto Giulia Amoroso, oggi in forza ad uno studio milanese, apre il fronte del ritorno alle origini della sala di via Verdi. Un’ipotesi che solo qualche giorno fa Carlo Nolli, amministratore della società che detiene la proprietà dell’immobile, non aveva escluso. Sappia che Giulia è a disposizione.

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20 Gennaio 2020