L'ANALISI
30 Marzo 2026 - 10:11
In migliaia a Santa Maria in occasione della domenica della fiera
CREMA - Decine di migliaia di presenze, alla fiera di Santa Maria, che si conferma appuntamento imperdibile per i cremaschi. Una tradizione che vanta, ormai, oltre 350 anni di storia. Ieri il viale si è trasformato in una affollatissima zona pedonale. Protagonisti, lungo il chilometro d’asfalto senza auto e le vie limitrofe, gli stand di prodotti tipici gastronomici, giocattoli e curiosità. Affollatissimo anche il luna park, con le giostre prese d’assalto sin dalla mattinata. Bambini e tanti adolescenti. Buoni affari per i giostrai e gli ambulanti. La fiera ovviamente è stata anche la vetrina per le associazioni locali e le realtà che animano ogni anno il quartiere.

Porte aperte all’agrario Stanga, con i prodotti della cascina Gallotta, i giardini con gli splendi tulipani e le informazioni sul percorso di studi. Poi l’oratorio, con la pesca di beneficenza e le altre iniziative, la Casa del pellegrino che ha accolto centinaia di persone, sfruttando anche l’ampio dehors sul sagrato della basilica. Senza dimenticare le funzioni religiose. In più, quest’anno, la fiera è stata anche l’occasione per la protesta contro la chiusura del passaggio a livello, ormai definitiva, dopo che al posto delle sbarre sono state posizionate le barriere di cemento armato.

Come noto, ormai da alcuni mesi l’agguerrito comitato di cittadini ‘Salviamo lo storico viale di Santa Maria’ ha lanciato una raccolta firme per chiedere di aprire un varco a ciclisti e pedoni, garantendo così la continuità del viale. Abbinata all’istanza c’è anche quella di non realizzare il sottopasso ciclopedonale che il Comune intende ricavare sotto i binari, per ripristinare il collegamento diretto tra il quartiere e il centro (ora i pedoni passano dalla stazione ferroviaria).
Ieri i banchetti per la raccolta firme non hanno avuto sosta. «C’è talmente tanta gente che non riusciamo nemmeno a fermarci a conteggiare con precisione il numero di adesioni in queste ore», hanno evidenziato i volontari del comitato. Indicativamente è stata superata quota 500, molte anche da chi non vive a Santa Maria e nemmeno a Crema. «D’altronde il viale è di tutti, un bene urbanistico universale che con questa soluzione è stato rovinato» ribadiscono dal gruppo.
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