L'ANALISI
19 Marzo 2026 - 19:41
CREMA - Due persone accasciate a terra, due biciclette ammaccate a poca distanza e un veicolo fermo in mezzo alla strada. È questa la scena che, nella serata del 4 febbraio 2019, viene ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona industriale di Crema. Sull’auto una donna insieme al figlio che allerta subito i soccorsi. Ma riavvolgendo il nastro delle videocamere emerge la verità su quello che sembra un ‘classico’ incidente: l’auto coinvolta viene ripresa arrivare sul luogo dell’incidente e fermarsi. Ne scendono madre e figlio che, dopo aver recuperato due biciclette parcheggiate nell’area, le posizionano davanti al veicolo. La donna risale in auto e investe le due bici, poco dopo sulla scena compaiono le due vittime, scese da un altro veicolo: i due ‘visibilmente claudicanti’ vengono fatti sdraiare sull’asfalto. Agli agenti della polizia stradale intervenuti la donna aveva raccontato di aver investito i due svoltando sulla strada senza aver dato la dovuta precedenza e non avendo visto sopraggiungere i ciclisti, dicendo di essersi distratta parlando con il figlio che viaggiava con lei.
E così madre e figlio, quasi 6 anni dopo, sono finiti in aula con l’accusa di simulazione di reato insieme a tre presunti complici, le cui posizioni sono state nel frattempo stralciate con la scelta di riti alternativi. Per i due imputati, invece, le udienze proseguono ora a ritmo serrato: a giugno il reato cadrebbe in prescrizione. Difesi dall’avvocato Francesco Cogrossi, i due hanno ripetuto in aula quanto raccontato pochi giorni dopo i fatti agli inquirenti che ne avevano raccolto le deposizioni: la madre ha dichiarato di essere entrata in contatto con un cittadino albanese soprannominato ‘la Strega’, confidandogli di avere problemi di natura economica. Sarebbe stato proprio questo soggetto a proporle di simulare l’incidente per incassare il 20% del premio assicurativo. «Prendi tuo figlio come tramite, perché le persone con cui dovrai prendere accordi non hanno piacere a parlare con le donne» le avrebbe detto la Strega. Nei giorni successivi i due gruppi sarebbero entrati in contatto e si sarebbero organizzati per inscenare l’investimento e il 4 febbraio la ‘scena’ è stata allestita.
In aula ora i giudici stanno chiarendo i dettagli della dinamica: resta da far luce sul referto, prodotto dai medici del pronto soccorso, che ha certificato una frattura scomposta a uno dei due uomini che avrebbero recitato la parte delle vittime del falso incidente
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