L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 05:00
VAIANO CREMASCO - «Il bosco cresciuto in maniera disordinata negli ultimi vent’anni tra la zona industriale e il canale Vacchelli va in parte abbattuto, per far posto ad una mensa comunale, per dare l’opportunità a chi lavori nelle numerose aziende di avere un servizio importante».
A lanciare la proposta è il sindaco Graziano Baldassarre, che ne ha parlato anche con i vertici della Provincia nella riunione dell’altro ieri, convocata a Capergnanica.
«Ci incontreremo con il presidente Roberto Mariani e i tecnici, proprio per affrontare nel dettaglio la questione — prosegue Baldassarre —: per capire come si possa affrontare questa necessità, che mi è stata segnalata anche da alcuni imprenditori locali.»
Abbiamo verificato che il bosco in questione non è una compensazione ambientale imposta quando, a suo tempo, venne raddoppiata la Paullese; ma si tratta di una semplice estensione di area a verde.
Nessuno vuole tagliare indiscriminatamente tutto, ma certo urge una sistemazione di quella che oggi è una selva impenetrabile di nessuna utilità per la comunità, anzi a dirla tutta è un luogo diventato ormai una discarica a cielo aperto.
C’è infatti anche un altro problema legato a quella fascia di verde, che si estende ormai ben oltre i duemila metri quadrati piantumati in origine, quando venne realizzato il primo lotto del raddoppio dell’ex statale Paullese.
«Periodicamente vengono abbandonati rifiuti speciali — prosegue il sindaco — e mi riferisco a batterie per auto e camion esaurite, bidoni di oli esausti, accumulatori e altro materiale che ci tocca recuperare con costi altissimi. Si spendono anche 30-40mila euro l’anno per queste operazioni di pulizia. Evidente — aggiunge — che così non possiamo andare avanti. Come amministrazione comunale non navighiamo certo nell’oro e questi esborsi, che in ultima analisi vanno a gravare sulle tasche dei vaianesi, non ce li possiamo più permettere».
Il bosco è facilmente raggiungibile dalla Paullese. Una volta usciti dallo svincolo che porta in paese, oppure verso Scannabue e Palazzi Pignano, si arriva alla strada secondaria che, dalla rotatoria di via Martiri delle Foibe, costeggia il Vacchelli e arriva sino al territorio di Monte Cremasco, al confine con Palazzo Pigano, dove c’è il ponte sul canale.
Appena imboccata questa strada di servizio, realizzata con il raddoppio dell’ex statale, sulla sinistra si trova il bosco, che fa da barriera tra l’arteria e la zona industriale. Accedervi a piedi è quasi impossibile, data la vegetazione molto intricata, ma qualche passaggio esiste. Così come ci sono un paio di rientranze dove è facile fermarsi in auto o con un furgone. Ed è qui che spesso vengono scaricati abusivamente i rifiuti.
Il primo provvedimento potrebbe essere di installare sbarre all’ingresso degli accessi.
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