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Libera, oltre 1.400 a lezione di legalità

Incontri e proiezioni di film per spiegare cosa sia la criminalità organizzata. Studenti delle superiori a confronto con l’associazione: il racconto delle vittime

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

04 Marzo 2026 - 12:12

Libera, oltre 1.400 a lezione di legalità

Gli studenti che nei giorni scorsi hanno seguito al Portanova i docufilm sulla lotta alla mafia. Nel riquadro l’incontro con Lorenzo Sanua in sala Alessandrini

CREMA - Oltre 1.400 studenti delle superiori cittadine hanno partecipato, negli ultimi giorni, a momenti di confronto, «testimonianza e conoscenza», dedicati alla lotta alla criminalità organizzata, all’impegno dei servitori dello Stato, al racconto di cosa significhi affrontare Cosa nostra oggi. Ma anche su come la mafia si annidi nel tessuto economico, sociale e a volte anche politico italiano. Ad organizzare gli incontri per i ragazzi, principalmente le classi quarte e quinte, ma anche molte centinaia di allievi più giovani, è stata la sezione cremasca di Libera, l’associazione contro le mafie.

Il tutto in vista della giornata del 21, ricorrenza nazionale in memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. In sala Alessandrini circa 150 studenti hanno ascoltato Lorenzo Sanua. Suo padre Pietro, ambulante di frutta e verdura, sindacalista e presidente provinciale dell’Associazione nazionale venditori ambulanti di Milano, venne freddato nel 1995 a Corsico, in un agguato che viene considerato un omicidio di mafia, ancora senza colpevoli dopo oltre 30 anni. «Quel giorno ero nel furgone accanto a mio padre, ho assistito all’omicidio», ha raccontato Lorenzo, che all’epoca era poco più di un bambino. Da allora tiene viva la memoria del papà con incontri e conferenze.

Poi la proiezione dei docufilm alla multisala Portanova, con momenti di confronto utili a fornire informazioni sulla storia normativa della lotta alle cosche, a partire dalla legge Rognoni del 1982, che introdusse il reato di associazione di stampo mafioso e la confisca dei beni di cui non si riconosce la legittima provenienza. Libera dalle mafie Crema, da anni ormai, coinvolge le scolaresche, principalmente delle superiori, in iniziative di sensibilizzazione, con ospiti e appuntamenti in vari contesti.

In atto anche una stretta collaborazione con la tenuta di Spino d’Adda Terre e libertà, 40.000 metri quadrati in aperta campagna, sequestrati per evasione fiscale dallo Stato e dal 2023 passati al Comune. Attualmente la struttura è gestita dal sindacato Cgil e dall’associazione Una casa anche per te. Il complesso di Spino comprende una villa padronale, un maneggio, i magazzini, un campo polivalente da gioco all’aperto, una piscina (in disuso), area benessere, anch’essa dismessa, una zona ristorante e la sala conferenze.

Oltre ad un grande parco. Questi spazi ospitano spesso studenti cremaschi e non in visita o per esperienze di permanenza, come i campus estivi. Occasioni per conoscere il lavoro di restituzione di beni confiscati alla collettività e per informarsi sul fenomeno mafioso. Progetti che vengono portati avanti in classe e poi approfonditi con questo tipo di uscite didattiche.

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