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Referendum giustizia: «L'obiettivo? Solo il Csm, altro che separazione»

Il Comitato per il no in sala Cremonesi, i relatori: «Non tutti gli avvocati schierati per il sì»

Cristiano Mariani

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cmariani@laprovinciacr.it

15 Febbraio 2026 - 19:45

Referendum giustizia: «L'obiettivo? Solo il Csm, altro che separazione»

L’avvocato Franco Moretti la moderatrice Federica Capetti il docente Marco Ladu al tavolo dei relatori

CREMA - «La separazione delle carriere? Se l’obiettivo fosse quello, si potrebbe attuare con una legge ordinaria. La riforma costituzionale serve invece a modificare la struttura del Consiglio superiore della magistratura, sdoppiandolo. E se anche si fosse favorevoli all’estrazione a sorte dei componenti, le regole dovrebbero essere le stesse. Invece è previsto che i ‘togati’, quindi giudici e pm, siano sorteggiati come fosse una tombola, mentre i ‘laici’, be’, quelli vengono pescati da un gruppo già definito di avvocati e docenti. Ed è chiaro che la politica cadrebbe sempre in piedi».

Dalle 15 di oggi, nella sala Cremonesi del Museo civico (non meno di una cinquantina di posti occupati), sono state protagoniste le ragioni del «no», in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. A fornire l’occasione è stato l’incontro promosso dal Comitato cremasco schierato per la bocciatura del nuovo assetto giudiziario, giunto alla prova del voto popolare confermativo.

Al tavolo dei relatori, il presidente del Comitato avvocati per il no Franco Moretti, arrivato da Roma: «Non è affatto vero che, come categoria, siamo tutti schierati per il sì; eravamo partiti in 11 e ormai siamo oltre 900 in tutta Italia (il riferimento agli aderenti Ndr)». Al suo fianco Marco Ladu, professore di diritto costituzionale e pubblico dell’università eCampus: «È lodevole che dei giovani si siano attivati per quest’iniziativa».

E giusto a una giovane, Federica Capetti in rappresentanza del gruppo promotore dell’appuntamento, è stato affidato il compito di proporre agli ospiti i passaggi da approfondire. Partendo dalle basi: il valore costituzionale del Csm e la separazione dei poteri. «Se è pacifica una leale collaborazione tra quello legislativo e l’esecutivo, il potere giudiziario dev’essere autonomo e ciò non significa affatto che i magistrati non abbiano regole», la sottolineatura di Ladu.

«Non so se le intenzioni reali siano di sottoporre le Procure all’esecutivo, ma la premessa c’è — la valutazione di Moretti —: siamo di fronte a una riforma che mina l’indipendenza della magistratura». «L’Alta corte disciplinare? Lì i giudicanti e i requirenti saranno assieme. E comunque, la separazione delle carriere si attua prevedendo una formazione specifica, sin dall’inizio».


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