L'ANALISI
11 Febbraio 2026 - 14:41
La refurtiva recuperata
CREMA - Il rafforzamento dei controlli sul territorio disposto dai carabinieri di Crema ha prodotto un nuovo risultato di rilievo. I militari dell’Aliquota Operativa di Crema hanno arrestato un 45enne, residente in un’altra regione e già noto alle forze di polizia, ritenuto responsabile di truffa aggravata commessa in abitazione, ai danni di una persona fragile e con un rilevante danno economico, con il collaudato metodo della “finta rapina” o del “finto furto”.
Lo schema del raggiro è noto: un falso carabiniere telefona alla vittima sostenendo la necessità di consegnare gioielli e denaro per un controllo. L’interlocutore, spacciandosi per appartenente all’Arma, riferisce di un presunto colpo in gioielleria o di un furto di preziosi in cui sarebbe coinvolto un congiunto della persona contattata, quindi chiede di affidare a un “militare” oro e contanti per verificarne l’eventuale provenienza illecita. Un copione che da tempo colpisce soprattutto gli anziani.
La mattina del 10 febbraio la truffa si è consumata a Montodine. Poco dopo le 13, la centrale di Crema ha ricevuto la richiesta di aiuto da parte di un’ultraottantenne del posto, derubata di tutti i preziosi custoditi in casa. La donna aveva appena ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un uomo che si era qualificato come carabiniere di Montodine: le aveva detto che il figlio era stato arrestato per furto di oggetti di valore e che un militare sarebbe passato a ritirare tutto l’oro presente in abitazione affinché il giudice potesse visionarlo e accertarne la liceità.
Una messinscena studiata per spaventare, facendo leva su urgenza e senso di colpa, e ridurre la capacità di valutazione della vittima. Dopo avere confermato al telefono di possedere gioielli, l’anziana ha ricevuto la visita del falso carabiniere. Ha disposto gli oggetti d’oro su un tavolo e l’uomo li ha riposti in una busta, allontanandosi subito dopo. Solo parlando con un vicino, che l’ha messa in guardia, la donna ha compreso l’inganno e ha allertato le forze dell’ordine.
Grazie al dispositivo di controllo del territorio già operativo in modo capillare, una pattuglia ha intercettato sulla Paullese, in direzione Milano, l’auto con il presunto autore e l’intera refurtiva. Il veicolo, risultato a noleggio, era condotto dal 45enne, che ha fornito spiegazioni poco plausibili, manifestando nervosismo e agitazione. Perquisito, aveva nello zaino decine di oggetti in oro: quadretti con medaglie, collane, catenine, bracciali, orologi, medaglie, orecchini, spille, anelli e fedi nuziali. Addosso gli è stato inoltre trovato un portatessere recante l’intestazione “Ministero della Difesa”, verosimilmente utilizzato per spacciarsi per carabiniere.
Nel frattempo, una pattuglia dell’Arma ha raggiunto l’abitazione della vittima, poi accompagnata in caserma a Crema per la denuncia. La donna ha riconosciuto parte dei preziosi recuperati: tutti i suoi beni, del valore stimato in circa 60mila euro, le sono stati immediatamente restituiti. Gli altri oggetti, del valore di 20mila euro, presumibilmente provento di un analogo reato non ancora emerso, sono stati sequestrati.
Il 45enne è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma di Cremona fino all’11 febbraio 2026, quando il Gip del Tribunale di Cremona ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, rinviando la decisione all’udienza dell’11 marzo. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona raccomanda di non fidarsi di chi, al telefono, si qualifica come carabiniere e, con qualunque pretesto, richiede la consegna di denaro o gioielli. La prima regola è sempre la stessa: riattaccare e contattare immediatamente le forze dell’ordine.
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