Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMASCO

Nuovo cavalcavia sulla Paullese: «Ma le code non restano»

I pendolari: l’apertura al transito a Caleppio sposta solo più in là i ‘nodi’ della ex statale

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

04 Febbraio 2026 - 05:20

Nuovo cavalcavia sulla Paullese: «Ma le code non restano»

CREMA - A meno di 48 ore dall’apertura (attesa da un anno) del cavalcavia di Caleppio di Settala, percorribile dal pomeriggio di lunedì in entrambe le direzioni, il responso dei pendolari cremaschi della Paullese lascia pochi dubbi. «I tempi di percorrenza negli orari di punta non sono cambiati, si è solo spostata la coda». In pratica, com’era prevedibile, il traffico arriva più velocemente all’imbuto dei due semafori di San Donato, dove si accumulano centinaia di veicoli in pochi secondi, che la temporizzazione degli impianti non riesce a smaltire.

Stesso discorso nel senso opposto, alla fine del tratto raddoppiato, ovvero alla rotonda della Teem. Il cavalcavia è stato aperto, per ora, a una sola corsia per ogni senso di marcia. Non va dimenticato che solo da Crema e territorio, si riversano sull’ex statale circa 13mila persone al giorno. Certamente velocizza l’andatura nel chilometro o poco più che divide il vecchio raddoppio dalla prima parte della riqualificazione del secondo lotto milanese, inaugurata l’anno scorso.

Senza dimenticare la maggiore sicurezza. In precedenza, per oltre due anni, un inevitabile tortuosa viabilità alternativa creava code infinite. Ci sono quindi dei vantaggi, ma il risultato finale, come hanno toccato con mano i pendolari, è più o meno sempre lo stesso. Ben diverso, ovviamente, se si percorre l’ex statale al di fuori degli orari di punta. Allora sì che il guadagno in termini di tempi è concreto, oltre al beneficio di guidare più rilassati, potendo evitare restringimenti e le curve del recente passato.

Il vero nodo da sciogliere è ora — come detto — quello dei semafori di San Donato Milanese. La scorsa primavera, Città metropolitana e Comune avevano condiviso uno studio di fattibilità. Costo stimato, 15 milioni di euro. Per eliminare il semaforo di via Gela è prevista una modifica viabilistica con lo spostamento di circa 400 metri dell’ultimo tratto della strada, che entra in San Donato. Non servirà dunque un cavalcavia.

Più immediata la cancellazione del secondo impianto, quello di via Moro, grazie alla realizzazione di un sovrappasso ciclopedonale. Il tutto senza occupare le aree comprese nell’oasi Levandina gestita dal Wwf, tenendo l’infrastruttura fuori dal quartiere residenziale, rispettando i vincoli esistenti del Parco agricolo Sudmilano e quelli per la tutela delle attività aeroportuali. Da capire, però, dove reperire le risorse per poter procedere col progetto esecutivo. Città metropolitana potrebbe chiedere un sostegno economico importante alla Regione.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400