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CREMA

In un volume la storia della battaglia di Ombriano

Il ricavato della vendita destinato all’abbellimento del tempietto dei Morti delle tre bocche

La Provincia Redazione

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01 Febbraio 2026 - 05:15

In un volume la storia della battaglia di Ombriano

Un’opera pittorica dedicata alla battaglia di Ombriano combattuta nel 1514

CREMA - La battaglia di Ombriano pose fine al secondo assedio della storia di Crema, dopo quello devastante del Barbarossa. La ricostruzione del fatto d'arme del 1514 è al centro del libro di Valeriano Poloni, presentato l'altra sera nella sala Cremonesi del museo civico, con l'intervento di altri storici cremaschi come Walter Venchiarutti, Tino Moruzzi e Pietro Martini. Tutto esaurito con gente anche in piedi, a dimostrare l'attenzione dei cremaschi per la storia locale.

cardile

Giorgio Cardile, Matteo Piloni, Pietro Martini e Valeriano Poloni

In apertura i saluti dell'assessore alla Cultura Giorgio Cardile e del consigliere regionale Matteo Piloni. Entrambi hanno avuto parole di apprezzamento per il lavoro di Poloni, una ricerca andata in stampa nelle scorse settimane e che va ad arricchire il panorama cremasco dei saggi storici. Tra l'altro il ricavato della vendita del libro sarà destinato all'abbellimento del tempietto dei 'Morti delle tre bocche', luogo caro agli ombrianesi. L'intervento rientra nel progetto della ciclabile che l'amministrazione di Crema sta portando avanti per collegare la città a Bagnolo.

La battaglia di Ombriano si è combattuta nell'agosto del 1514 tra le formazioni sforzesche, rinforzate da contingenti mercenari svizzeri, e le forze veneziane lasciate a presidio della piazzaforte cittadina. Uno scontro che si inserisce nel contesto storico delle cosiddette guerre d'Italia, combattute nella nostra penisola durante i primi decenni del Cinquecento. All'epoca, Ombriano era un borgo separato da Crema. Le truppe si fronteggiarono anche al ponte sull'Alchina e in zona San Lorenzo. Altri scontri si verificarono più a nord, dove oggi c'è il quartiere di Santa Maria.

Conflitti collegati all'accerchiamento della città, da parte dei contingenti sforzeschi, svizzeri e spagnoli, intenzionati a espugnare l'ultimo caposaldo rimasto alla Serenissima. Nei mesi precedenti gli alleati avevano già conquistato le città di Bergamo, Brescia e Cremona e altri centri del Veneto. I cremaschi, con la milizia cittadina e i mercenari sotto il comando di Lorenzo Orsini, noto come Renzo da Ceri (da qui l'omonima via a lui dedicata che si trova proprio a Ombriano), riescono a rompere l'accerchiamento. Un'azione fulminea, in uscita dalle mura. Un contrattacco che porta fuori dalla città la stragrande maggioranza dei reparti regolari e delle milizie, guidate da diversi capitani, tra cui Andrea della Matrice che conduce i suoi armati all'assalto del campo trincerato sforzesco di Ombriano, prendendo i nemici di sorpresa alle spalle, dopo una marcia notturna nelle bassure ancora in parte impaludate del Moso. La vittoria venne poi celebrata con una processione e l'edificazione della chiesetta di San Rocco.

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