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BAGNOLO CREMASCO. NELLE AULE DI GIUSTIZIA

Incidente, bisturi e morte: il caso Nichetti all’esame del gup

Omicidio stradale: i legali dell’imputato sollevano il dubbio della colpa medica

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

29 Gennaio 2026 - 21:21

Incidente, bisturi e morte: il caso Nichetti all’esame del gup

BAGNOLO CREMASCO - Il 20 febbraio saranno due anni dalla scomparsa di Giancarlo (Gianky il suo soprannome) Nichetti, l’idraulico 42enne di Chieve con la passione per le moto.

Il 16 febbraio del 2024, Nichetti era in sella al suo Ducati Desert X, quando a Bagnolo Cremasco fu investito da un Mercedes Classe A. Alla guida c’era un 69enne, residente in paese. L’automobilista non rispettò l’obbligo di dargli la precedenza. Nella banale caduta a terra in moto, il 42enne si fratturò il polso sinistro e si procurò una contusione importante alla gamba. Tornò a casa, ma il dolore al polso lo spinse poi a recarsi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Crema. Nichetti finì sotto i ferri. L’idraulico morirà il 20 febbraio, giorno delle dimissioni.

«A causa di una trombosi: durante la degenza, non gli è stata data l’eparina». Il sospetto di una eventuale colpa medica nel decesso dell’idraulico lo hanno sollevato gli avvocati Luca Genesi e Annamaria Petralito. Con il collega Jacopo Micheli, assistono l’automobilista accusato di omicidio stradale. Oggi, 29 gennaio 2026, si è tenuta l’udienza preliminare.

I legali dell’imputato hanno chiesto al gup un incidente probatorio «per accertare la condotta dei medici che hanno avuto in cura la persona deceduta, perché, a nostro avviso, c’è una negligenza nella condotta dei medici che non hanno approntato le cure, non hanno dato l’eparina. L’accertamento — lo ribadiamo — è diretto a verificare l’eventuale negligenza della condotta al fine di accertare la corresponsabilità dei medici o, eventualmente, l’interruzione del nesso di causa». Sulla richiesta della difesa dell’automobilista, il gup si è riservato.

«Per i nostri consulenti tecnici, i medici avrebbero dovuto somministrare l’eparina», hanno sottolineato i difensori Genesi e Petralito. Per i medici legali incaricati dalla Procura di effettuare l’autopsia (l’esame autoptico fu svolto all’ospedale di Bergamo), la morte di Nichetti per «trombo-embolia polmonare massiva secondaria a trombosi della rete venosa profonda dell’arto inferiore sinistro» è stata causata esclusivamente dalle conseguenze dell’incidente.

Il 16 febbraio era venerdì. Nichetti stava facendo un tranquillo giro in moto tra i paesi della Bassa. A Bagnolo, l’automobilista era appena uscito dal cancello di casa. Nell’immettersi in via Europa con direzione Chieve, a bassa velocità - 22,3 chilometri all’ora - svoltò a sinistra senza rispettare l’obbligo di dare la precedenza. Urtò la moto condotta da Nichetti, che viaggiava a 70 chilometri all’ora in direzione Vaiano Cremasco. La collisione, inevitabile, causò «la violenta caduta sul fianco sinistro» dell’idraulico.

Al momento, non sembrò nulla di grave, tant’è che non furono richiesti i soccorsi: Nichetti andò a casa. Si sa, però, che le botte si fanno sentire a freddo e quando il dolore si acuì, il motociclista decise di andare spontaneamente in ospedale a Crema, dove gli fu diagnosticata la frattura al polso sinistro e si decise per l’intervento chirurgico.

«Dopo un breve periodo di degenza e trattamento chirurgico», Nichetti morirà il 20 febbraio per «tromboembolia polmonare e trombosi derivante dal recente traumatismo secondario al sinistro», è scritto nel capo di imputazione. Una tragedia per il padre Gianbortolo e per la sorella Melissa, una famiglia da poco colpita da un altro grave lutto. Prima di Natale, Giancarlo aveva perso la mamma.

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