L'ANALISI
29 Gennaio 2026 - 20:52
RIPALTA CREMASCA - «Non ce l’ho proprio fatta, ho dovuto partorire in auto, aiutata solo da mio marito e mentre gli altri due nostri figli erano con noi. Dalle doglie alla nascita è stato tutto velocissimo». Così oggi, giovedì 29 gennaio 2026, Milena, mamma della piccola Mia, venuta al mondo venerdì scorso in via Roma, ha raccontato al sindaco Aries Bonazza l’esperienza a lieto fine.
Momenti che non dimenticherà mai e che hanno portato Mia a nascere a Ripalta e non in ospedale a Crema, dove la famiglia si stava recando da Formigara, paese dove vive. Saputo dell’accaduto, nei giorni scorsi il sindaco aveva contattato i genitori invitandoli appunto in Comune, anche per procedere alla registrazione all’anagrafe della piccola.
«Mia risulta nata a Ripalta in quanto il cordone ombelicale le è stato tagliato sul nostro territorio – chiarisce lo stesso Bonazza –: all’arrivo del personale sanitario del 118 la piccola era già venuta al mondo». Una storia d’altri tempi, quando il parto domestico era la norma, ma non la prima nel Cremasco. Qualche anno fa era successo a Dovera. Una coppia pandinese doveva raggiungere l’ospedale di Lodi, ma il bimbo non ne aveva voluto sapere.
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