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CREMA E OFFANENGO. IL LUTTO

Addio a padre Riboli, 40 anni di missione in Kenya al servizio degli ultimi

Originario di Offanengo, aveva 74 anni. È morto a Torino dopo una lunga malattia

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

28 Gennaio 2026 - 18:58

Addio a padre Riboli, 40 anni di missione in Kenya al servizio degli ultimi

CREMA - Diocesi in lutto per la scomparsa di padre Angelo Riboli, missionario 74enne originario di Offanengo, che ha trascorso 40 anni in Africa, in particolare in Kenya.

Era rientrato l’anno scorso per il manifestarsi della malattia che lo ha portato al decesso, avvenuto questa mattina, mercoledì 28 gennaio 2026, a Torino. Padre Angelo ha trascorso gli ultimi mesi nella casa madre dei missionari della Consolata, di cui faceva parte. I medici gli avevano vietato di tornare in Kenya, per le sue condizioni critiche.

Una vita, quella di padre Riboli, interamente dedicata agli altri. La vocazione non è arrivata subito da adolescente, ma quando ormai aveva compiuto 28 anni. Poi l’ordinazione il 23 settembre 1979, da parte del vescovo Carlo Manziana.

Fondamentali per la sua formazione le figure del parroco don Bellino Capetti, del curato don Giovanni Terzi e del missionario della Consolata padre Salvatore Forner.

In Kenya, padre Riboli aveva trovato la sua strada nella diocesi di Maralal, nel centro del Paese, al fianco del primo vescovo Virgilio Ponte. Per anni ha seguito l’amministrazione occupandosi di progetti delle Caritas internazionali a favore della popolazione, per aiutarla a uscire da una condizione di estrema povertà.

Nei suoi 40 anni in Kenya, ha favorito la nascita e la gestione di opere sanitarie e scolastiche. L’esempio più importante, l’ospedale della città di Wamba, che il missionario cremasco gestiva a nome della diocesi. Poi il servizio religioso come cappellano dei carcerati della stessa città.

Saltuariamente rientrava in Italia, a Offanengo. In alcune occasioni aveva partecipato alle celebrazioni di cresime e comunioni. Ogni volta, però, il richiamo dell’Africa era troppo forte.

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