L'ANALISI
MILANO-MANTOVA VIA TREVIGLIO
22 Gennaio 2026 - 09:31
Pendolari alla stazione di Crema
CREMA - Quarantatré ore di ritardo in tre mesi, con 21 soppressioni, un media di sette ogni 30 giorni. Questi i disagi e il tempo perso, tra settembre e novembre, dai viaggiatori della linea ferroviaria per Cremona e per Milano, via Treviglio.
Il record negativo spetta al diretto 10606 per Milano Porta Garibaldi, che parte Cremona alle 6:35 e ferma a Crema alle 7,20. In tre mesi ha registrato 683 minuti di ritardo, cioè quasi 12 ore.
Dati che testimoniano, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia critica la situazione della tratta utilizzata ogni giorno da oltre 5.300 utenti, la stragrande maggioranza dei quali cremaschi. Li ha resi noti il consigliere regionale Matteo Piloni.
«Per i ritardi continui del 10606, le responsabilità sono prevalentemente attribuibili a Trenord. Uno dei motivi è la tipologia di materiale utilizzato: si tratta di convogli definiti di ‘media distanza’, ovvero costruiti circa 40 anni fa – chiarisce Piloni, che ha ricevuto le risposte alle due interrogazioni presentate lo scorso dicembre -: si tratta di una situazione a cui va posto rimedio ed è con questo spirito che ho scritto all’assessore ai Trasporti della Regione Franco Lucente. Questa linea ferroviaria, dati alla mano, subisce quasi quotidianamente disservizi la cui responsabilità riguarda sia Rfi sia Trenord, anche se con differenze: a settembre la maggior parte dei ritardi è attribuibile soprattutto a Rfi, mentre a novembre pesano soprattutto di Trenord. A questi ritardi vanno poi aggiunte 21 soppressioni in soli tre mesi, che riguardano treni partiti e mai arrivati a destinazione».
Piloni si chiede dove siano andati a finire i treni nuovi. “Certamente non sul nostro territorio e non negli orari più utilizzati - incalza -: è evidente che sulla linea e in particolare per le corse più utilizzate come il 10606, i convogli attuali debbano essere sostituiti con treni più moderni per ridurre guasti, ritardi e soppressioni. Inoltre, bisogna intervenire con decisione insieme a Rfi sui problemi infrastrutturali, a partire dai passaggi a livello.”
Infine il tema della trasparenza. «L’assessore ha risposto riportando una nota di Trenord secondo cui la cessazione della pubblicazione delle tabelle dettagliate sarebbe dovuta alla necessità di garantire una maggiore ‘fruibilità e leggibilità’ dei dati per i clienti, dopo l’introduzione della possibilità di richiedere l’indennizzo in modo retroattivo- conclude Piloni -: resta però il fatto che dal sito di Trenord sono scomparsi tutti i dati successivi al 2024. Proprio per questo, durante la seduta di martedì, come gruppo del Pd abbiamo presentato un question time per chiedere quali azioni intenda intraprendere Lucente per far rispettare a Trenord gli obblighi minimi di trasparenza nei confronti dei pendolari e dell’utenza».
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