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CREMA

Chiusura del Moma, Bergamaschi: «Segnale netto per chiarire i confini del divertimento notturno»

II sindaco richiama le immagini della tragedia di Crans-Montana: «Il dovere delle istituzioni è intervenire prima che accada l’irreparabile, assicurarsi che una notte di festa resti tale»

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

19 Gennaio 2026 - 16:59

Fabio Bergamaschi: «Infatuazioni che durano il tempo di poche scelte di governo»

Fabio Bergamaschi e un frame del video del principio di incendio al Moma Club

CREMA - La chiusura per otto giorni della discoteca Moma non è solo un provvedimento amministrativo: è un segnale forte e netto. E nelle parole del sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, c’è tutta la volontà di chiarire il perimetro entro cui il divertimento notturno può – e deve – stare: quello della sicurezza, senza sconti e senza scorciatoie. Il primo ringraziamento va alla questura di Cremona, che ha coordinato l’attività di controllo culminata nell’accertamento di irregolarità, in particolare sul fronte della normativa antincendio.

Un lavoro condiviso, sottolinea il sindaco, anche dalla Polizia locale di Crema, chiamata a fare la propria parte in un’azione corale che ha un obiettivo preciso: garantire che le serate delle ragazze e dei ragazzi cremaschi si svolgano in condizioni di piena tutela. Bergamaschi non usa giri di parole quando richiama alla memoria le immagini circolate nelle scorse settimane: l’incendio al Le Constellation innescato dalle fontanelle pirotecniche. «Inutili e stupide», le definisce senza mezzi termini. Immagini che, dice il sindaco, «fanno rabbrividire», se accostate alla tragedia di Crans-Montana.

La chiusura temporanea non è una punizione esemplare fine a se stessa, ma uno strumento di prevenzione. Un modo per ribadire che la sicurezza non è un dettaglio tecnico né un fastidio burocratico, ma il presupposto minimo di qualsiasi attività aperta al pubblico. Ancora di più quando si parla di locali affollati con impianti elettrici e materiali infiammabili.

«Bene che le autorità di pubblica sicurezza coordinino tale sforzo», conclude Bergamaschi, rivendicando il valore di un’azione condivisa e tempestiva. Perché il compito delle istituzioni è anche questo: intervenire prima che accada l’irreparabile, assicurarsi che una notte di festa resti tale e non diventi, all’improvviso, una potenziale tragedia. Un messaggio chiaro, che parla ai gestori dei locali ma anche alla città intera: il divertimento sì, ma mai a costo di abbassare la guardia.

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