L'ANALISI
15 Gennaio 2026 - 08:24
AGNADELLO - Quasi una lingua di confine. Il dialetto dei 'pansècc dè Gnidèll', così sono soprannominati gli agnadellesi, è un caso affascinante: un crocevia di suoni, un mosaico di influenze dove l'anima cremasca si fonde con echi bergamaschi, milanesi e bresciani.

Sabato non sarà una data come le altre per la comunità locale. Come ogni anno, il 17 gennaio è il giorno in cui la parola torna alla tradizione, alla memoria e a quel suono familiare che profuma di casa.
La Pro loco, in stretta collaborazione con la compagnia teatrale I Barlafüss, celebrerà la giornata del dialetto, un appuntamento per tutelare il patrimonio immateriale del territorio.
Gli attori della compagnia daranno vita a una lettura scenica di poesie e racconti, riportando alla luce la filosofia pratica racchiusa nei proverbi locali, veri pilastri della saggezza agnadellese.
'L'aqua dè óst la rinfresca 'l bosc' (l'acqua di agosto rinfresca il bosco).
'Al mésté dèl michelàs l'è mangià, bif e 'n dà a spass' (il lavoro del fannullone è mangiare, bere e andare a spasso), un ritratto ironico di chi rifugge la fatica.
'La bóca l'è mia straca se la s'ènt mia dè vàca' (La bocca non è stanca se non sa di vacca), il celebre invito a terminare ogni pasto con un pezzetto di formaggio per sentirsi davvero sazi.
'Dóne, pàsere e oche i par tante apó se iè poche' (Donne, uccelli e oche sembrano tante anche se sono poche), un'arguta osservazione sul chiacchiericcio vivace della vita di paese.


«Dare valore al dialetto significa dare valore alla nostra comunità» — sottolinea Pierina Bolzoni, presidente della Pro loco —: è un ponte tra generazioni che permette ai giovani di scoprire le proprie radici perché non dimentichiamoci quanto sia importante l'apprendimento anche della cultura locale. Ce lo ricordavano sempre i nostri padri e nonni, quando dicevano 'L'azèn dè natura l'è mia bu dè lès la so scritüra' (chi è asino per natura non sa leggere nemmeno la propria scrittura), era un chiaro monito sull'importanza del sapere.
La serata di sabato si inserirà nel calendario nazionale promosso dall'Unione nazionale delle Pro loco italiane per valorizzare gli idiomi locali. Appuntamento alle 21 al centro civico, con ingresso libero.
Un invito rivolto a tutta la cittadinanza per riscoprire, tra una rima e un proverbio, l'orgoglio di appartenere a una storia comune.
«Il nostro dialetto — conclude la presidente della Pro loco — è davvero un mosaico di influenze, direi quasi un caso linguistico affascinante. Riteniamo importante aderire alla manifestazione dell'Unpli, per promuovere questa cultura locale, arricchirla e trasmetterla alle nuove generazioni».
E nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza i Barlafüss, in dialetto la persona ridicola, di cui non ti puoi fidare. Da anni questo gruppo di attori e attrici amatoriali mette in scena commedie dialettali unendo il buon umore alla riscoperta e alla valorizzazione dell'idioma locale.
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