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Pasti a domicilio: rivoluzione con scontro

L’opposizione: «Fragili in balia del loro destino». L’assessore: «Per gli utenti non cambia nulla»

Stefano Sagrestano

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stefano.sagrestano@gmail.com

14 Gennaio 2026 - 08:45

Pasti a domicilio: rivoluzione con scontro

PANDINO - Se il 2025 si era concluso con lo scontro frontale sul bilancio in consiglio comunale, quello nuovo si apre con una feroce polemica legata ai Servizi sociali, in particolare ai buoni pasto. Dalla minoranza accusano la giunta di aver lasciato in balia del loro destino 17 anziani che usufruivano del servizio domiciliare, con il pranzo che veniva loro consegnato a casa dopo essere stato preparato dal personale della Fondazione Ospedale dei poveri. Dal canto suo l' assessora ai Servizi sociali Alessandra Scotti getta acqua sul fuoco: «Per gli utenti non cambia nulla sul piano concreto – evidenzia l'esponente della giunta Bonaventi –: il pasto a domicilio continua ad essere garantito. Ciò che conta è che il servizio venga erogato con regolarità, qualità e continuità, non il nome del soggetto che lo fornisce. Ci siamo premurati di verificare che tutti gli utenti avessero una soluzione, evitando qualsiasi interruzione del servizio».

Luigi Galimberti, capogruppo di opposizione, ha sollevato il caso nei giorni scorsi. «La maggioranza non ha rinnovato la convenzione con la Fondazione Ospedale dei poveri e ha consegnato agli utenti una lista di ditte che erogano il servizio. Si tratta di persone anziane, sole, non mancano soggetti con disabilità. Ora devono gestire privatamente la procedura, con le difficoltà del caso. Come si può pensare di eliminare questo servizio senza creare disagi a questi cittadini fragili? Eppure la maggioranza Bonaventi va in questa direzione, del tutto contraria ai bisogni dei pandinesi. Dice loro di arrangiarsi».

Scotti accusa l'opposizione di 'Uniamo' di «alimentare la paura tra i fragili» e poi conclude: «Siamo a completa disposizione per informazioni. Inoltre, va chiarito un punto fondamentale che Galimberti omette. Anche in passato il servizio di pasto a domicilio era di fatto gestito privatamente: gli utenti ricevevano fattura e pagavano direttamente il fornitore, esattamente come avviene oggi. Dunque non si tratta di privatizzare nulla, né di scaricare responsabilità sui cittadini, ma di rendere esplicita una modalità che già esisteva. Sul piano economico, il Comune non abbandona nessuno. Sosteniamo gli utenti che ne faranno richiesta attraverso contributi ordinari o straordinari per garantire l'accesso al servizio a chi si trova in difficoltà».

Il servizio dei pasti a domicilio viene garantito a quelle persone che per difficoltà economiche e sociali hanno bisogno di questo supporto. C'è chi è esentato, se si trova in un particolare stato di indigenza, oppure paga la quota pasto nel caso abbia un reddito adeguato. La consegna avviene una volta al giorno, in concomitanza con il pranzo. Tra i beneficiari la stragrande maggioranza sono anziani.

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