L'ANALISI
12 Gennaio 2026 - 16:48
Il tribunale di Cremona
CREMA - Lunedì 24 giugno 2024, l’una e mezza di notte. Un ragazzo, oggi 21enne, entra al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore. Lo accompagnano alcuni amici. Dice di essere appena stato rapinato con lo spray urticante al peperoncino. Da quel momento, il giovane perderà completamente le staffe con due infermieri di turno quella notte. Uno lo prenderà a pugni in faccia (distorsione rachide cervicale), l’altro a calci (lombalgia acuta con blocco lombare): 5 giorni di prognosi per entrambi. Non solo. Il giovanotto si scaglierà contro tutto il personale sanitario che cercava, faticosamente, di contenerlo.
Accusato di lesioni personali ai due infermieri - con l’aggravante di aver commesso il fatto contro persona esercente professione sanitaria - e di interruzione di pubblico servizio, l’imputato è detenuto nel carcere di Cremona dal 12 dicembre scorso.
Lo si è scoperto oggi all’udienza predibattimentale. Lo ignorava anche l’avvocato Mario Tacchinardi che lo assiste d’ufficio e che prima di oggi aveva provato ripetutamente a contattarlo. Da qui, il rinvio al 13 aprile, quando i due infermieri si costituiranno parte civile con l’avvocato Valentina Beretta di Milano.
Uno degli infermieri sentito quella notte dalla polizia intervenuta al Pronto soccorso, aveva raccontato che il ragazzo era stato invitato ad attendere all’accettazione presso il triage e, nel frattempo, di lasciare un documento per le procedure. Ad un tratto, la reazione spropositata, inimmaginabile, violenta. Il giovane se l’è presa con l’infermiere e con i colleghi, sputando nei confronti di tutti e in tutta la sala d’attesa. Un reparto intero si era mobilitato nel tentativo di portare all’esterno del Pronto soccorso il violento, dicendogli che se continuava a comportarsi così, sarebbero state chiamate le forze dell’ordine. Tutto inutile, finché sono riusciti a immobilizzarlo su un lettino in attesa della polizia arrivata subito.
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