Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMA

Orti spuntati lungo il Serio, ma il Parco si sfila: «Non c’entriamo nulla»

Le coltivazioni comparse in riva al fiume non rientrano in alcuna iniziativa istituzionale e sarebbero frutto di interventi individuali. Dopo le segnalazioni scatteranno controlli per verificare il rispetto dei vincoli ambientali previsti nelle aree tutelate

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Gennaio 2026 - 14:46

Orti spuntati lungo il Serio, ma il Parco si sfila: «Non c’entriamo nulla»

CREMA - Qualcuno, sui social, ha polemizzato pensando che si trattasse di un progetto del Parco del Serio, per il solo fatto che ad essere coinvolto è il territorio di sua competenza. In realtà, non si tratta di orti sociali, ma semplicemente di orti abusivi. Uno è stato segnalato dopo il ponte sul fiume di via Visconti, in direzione Marzale. Altri lungo il canale Vacchelli.

«Come ente Parco – spiega il presidente Basilio Monaci, interpellato sull’argomento .- non abbiamo in corso alcun progetto di orti sociali. La segnalazione è arrivata anche a noi, ma crediamo si tratti di privati cittadini che hanno deciso di coltivare qualche pezzetto di terreno».

Monaci minimizza, anche perché stiamo parlando di piccolissimi appezzamenti in riva al Serio, dove non manca l’acqua per innaffiare gli ortaggi.

In merito agli orti veri e propri, il presidente precisa: «Esistono orti sociali nel quartiere di San Bernardino, sulla strada che conduce a Ricengo. Io stesso, a titolo personale, ho dato una mano ad avviarli, ma si trovano su un terreno privato, gentilmente concesso dall’ex sindaco Bruno Bruttomesso. Li curano e ne usufruiscono alcuni cittadini. La cosa esiste da qualche anno e sembra funzionare».

Coltivare un terreno è possibile se l’attività è compatibile con la tutela ambientale e le normative del Parco. Questo significa che occorre rispettare vincoli paesaggistici e naturali dell’area protetta. Per questo motivo, dopo le segnalazioni, verranno effettuate le verifiche del caso. In un periodo di difficoltà economica, anche l’autoproduzione di ortaggi può rappresentare un piccolo aiuto per alcune famiglie.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400