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LA CATTEDRALE DI CREMA

Arte di fede: itinerario di scoperta

Mercoledì 441° anniversario della dedicazione: visita all’antico altarolo e ai marmi di Toffetti

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

10 Gennaio 2026 - 20:25

Arte di fede: itinerario di scoperta

CREMA - Mercoledì 14 gennaio 2026 cadrà l’anniversario numero 441 della dedicazione della cattedrale che verrà celebrata con una visita gratuita straordinaria ai tesori della principale chiesa cittadina e diocesana. Ad organizzare l’iniziativa, in programma alle 18.45, è il cda. I partecipanti avranno la possibilità di ammirare in via eccezionale l’altarolo dell’XI secolo, reperto in sasso e laterizio custodito nella cripta, e gli ultimi marmi di Mario Toffetti.

L’anniversario della dedicazione verrà celebrato con tre messe: alle 8, presieduta dal vescovo e arricchita dal canto delle Lodi mattutine; alle 10, e alle 18. Quest’ultima celebrazione solenne vedrà la partecipazione di don Angelo Frassi e don Alessandro Vagni, parroco in solido e parroco moderatore dell’unità pastorale cattedrale‑santissima Trinità, e dei parroci della città, che sono stati invitati a sospendere le funzioni concomitanti abitualmente celebrate nelle loro parrocchie.

E proprio al termine della celebrazione delle 18, a cui sono stati invitati tutti i cantori che prestano servizio nelle comunità del centro, inizierà l’itinerario artistico a cura di Francesco Pavesi, referente del Servizio culturale della Cattedrale. «Un percorso – chiarisce Pavesi – che si ispira proprio all’evento della Dedicazione, per le fonti avvenuta il 14 gennaio 1585 da parte del vescovo Giovanni Giacomo Diedo, con la quale il duomo divenne ufficialmente cattedrale». La tappa iniziale, all’altarolo della cripta, presenterà il Duomo del XII secolo, che ancora non era Cattedrale, ma che i cremaschi vollero di dimensioni tali per poter un giorno diventarlo: è quanto emerge dagli studi della Società storica cremasca, che spiega in questo modo l’assoluta sproporzione tra la grande chiesa eretta poco dopo l’anno 1.000 e l’esigua popolazione della borgata di allora.

Dopo questo avvio, il tour prevede la scoperta di particolari poco conosciuti: i lacerti del primo pavimento del duomo attuale, riedificato da Barbarossa dopo il danneggiamento da lui perpetrato nel cuore del XII secolo, le principali vicende dell’edificio, che lungo i secoli cambiò più volte aspetto. Poi, l’iconografia dell’attuale presbiterio, che dalla riforma conciliare iniziata dal vescovo Carlo Manziana, negli anni Settanta, ha visto il completamento durante gli ultimi interventi 2010-2014, quando sono stati realizzati l’ambone e la cattedra del vescovo.

«Anche in questa occasione – spiega Marcello Palmieri, presidente del cda della cattedrale – cercheremo di far rivivere un evento storico della nostra chiesa madre, la dedicazione, appunto, attraverso una proposta che fonda in sé l’aspetto prettamente liturgico con quello culturale e sociale. L’obiettivo è quello di far percepire alla città come la cattedrale sia nello stesso tempo principale luogo di culto della diocesi e silenziosa testimone della trasformazione nei secoli del nostro tessuto civico».

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