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PATTO CON LODI

Cosmetic Valley, Crema al centro del progetto per la Zis della cosmesi

L’incontro con l’assessore Guidesi conferma il ruolo strategico del Cremasco nel nuovo distretto regionale, con investimenti su ricerca, sviluppo e formazione per rafforzare il tessuto produttivo e attrarre nuove imprese

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

10 Gennaio 2026 - 05:05

Cosmetic Valley, Crema al centro del progetto per la Zis della cosmesi

CREMA - La Zona di innovazione e sviluppo della cosmesi non è più un’ipotesi da convegno, ma un dossier politico-amministrativo entrato nella fase decisiva. A certificare il cambio di passo è l’incontro andato in scena ieri a Milano tra la delegazione istituzionale cremasca e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi: un faccia a faccia informale nei modi, ma cruciale nei contenuti, che segna l’avvicinamento concreto alla nascita della Zis della cosmesi. Esito: decisamente positivo.

Al tavolo, insieme al sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, sedevano il presidente dell’Area omogenea cremasca Gianni Rossoni e l’amministratore delegato di Consorzio.it Bruno Garatti. Un confronto allargato anche al Lodigiano, con la presenza del sindaco di Lodi Andrea Furegato e del presidente della Provincia Fabrizio Santantonio. Segnale tutt’altro che casuale, perché il nodo vero ora è uno solo: come tradurre la grande prospettiva della Zis in progettualità operative, definendo perimetri, alleanze e ambizioni.

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Fabio Bergamaschi, Gianni Rossoni, Bruno Garatti e Guido Guidesi

«È stato un confronto molto concreto e, soprattutto, caratterizzato da una convergenza totale sugli obiettivi — spiega Bergamaschi —. Volevamo capire quale dimensione territoriale la Regione ritenga più efficace per sviluppare le Zis. Da questo punto di vista è emerso un elemento politico molto chiaro: Crema viene riconosciuta come baricentro naturale del progetto. Saremo la testa e il cuore di un’iniziativa sulla quale Regione Lombardia intende puntare con decisione nei prossimi anni».

Un riconoscimento che poggia su numeri solidi. Il distretto cosmetico cremasco ha chiuso il 2025 sfiorando quota 1,6 miliardi di euro di fatturato, confermando una traiettoria di crescita costante e una vocazione industriale d’eccellenza. Il peso specifico è rilevante: circa il 15% dell’intero mercato cosmetico lombardo, all’interno di quella Beauty Valley che unisce Crema, Milano, Bergamo e la Brianza. Un quadrilatero produttivo nel quale il Cremasco rappresenta il nucleo manifatturiero più compatto.

Il modello che Regione Lombardia ha in mente è flessibile: Zis interprovinciali accanto a Zis a perimetro più ristretto. «Il distretto cosmetico – chiarisce Bergamaschi – è concentrato nel Cremasco, con estensioni significative verso Lodi, Bergamo e Monza Brianza. Il nucleo resta qui. La Zis potrà essere interamente cremasca oppure allargarsi ad altri territori strategici. In ogni caso, la Regione garantirà che anche i soggetti esterni ma rilevanti vengano ricondotti dentro la logica della Zis».

C’è poi un dato apertamente politico. «Fin dall’inizio del mandato ho detto che Crema deve guardare molto a Lodi. Sul tema della cosmesi siamo investiti di un ruolo di leadership e lavoreremo con il Lodigiano comunque vada, dentro o fuori formalmente dal perimetro della Zis». L’obiettivo condiviso è chiaro: attrarre investimenti, soprattutto in ricerca, sviluppo e competenze, per alimentare il sistema imprenditoriale e il mercato del lavoro.

Con la Zis, la Cosmetic Valley lombarda assumerà una forma ufficiale e riconosciuta. «Con l’ombelico a Crema – osserva il sindaco – e con la capacità di intercettare risorse regionali da trasformare in laboratori di ricerca, centri di analisi, nuovi percorsi Its e, in prospettiva, anche universitari. Oggi questi asset mancano sul territorio, domani possono diventare un potente fattore di attrazione».

Ora la responsabilità passa al territorio. «Dobbiamo costruire un network più solido e più ambizioso — insiste Bergamaschi —. Coinvolgeremo il Polo della cosmesi, Cosmetica Italia e anche alcune grandi imprese che finora hanno partecipato meno alla vita pubblica locale. Serve un movimento vero, capace di appassionare attorno a una prospettiva enorme».

Sulla stessa linea Rossoni: «La centralità di Crema e del Cremasco è evidente. Adesso dobbiamo organizzarci e iniziare un lavoro sistematico di confronto con le aziende e con tutti i soggetti che possono beneficiare di questo strumento regionale, che non riguarda solo l’industria ma anche formazione e ricerca». Rossoni guarda anche oltre: «La Regione ha indicato Bergamo come polo della meccatronica. Faremo in modo che le nostre aziende del settore – penso a Vhit, Marsilli e ad altre realtà – possano agganciarsi a quel sistema. L’impostazione regionale va nella direzione giusta: mettere opportunità concrete nelle mani del mondo produttivo per rendere il territorio competitivo e attrattivo. L’incontro di Milano? Assolutamente positivo».

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