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MALANNI DI STAGIONE

Influenza: «Diffusione al picco, i sintomi sono pesanti»

Il direttore del reparto Malattie Infettive dell'ospedale di Cremona, Angelo Pan: «C’è un inizio di rallentamento, ma resta il rischio di pressione sulle strutture»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

05 Gennaio 2026 - 05:00

Influenza: «Diffusione al picco, i sintomi sono pesanti»

CREMONA - Com’era prevedibile, il picco dell’influenza stagionale è arrivato durante le vacanze natalizie, complici i ritrovi familiari per cenoni, pranzi e veglioni. Migliaia i cremonesi finiti a letto tra Natale e Capodanno, con centinaia di persone che anche in questo lungo ponte dell’Epifania si rivolgono ai pronto soccorso, dal Maggiore all’Oglio Po. Gli accessi stanno raggiungendo ogni giorno numeri importanti. «Sono in larga misura causati da problemi respiratori, legati al virus stagionale», fanno sapere dal padiglione di emergenza urgenza.

Il direttore del reparto di malattie infettive del Maggiore, Angelo Pan, conferma il picco dell’epidemia influenzale in città e nel territorio. «L’apice della curva dei contagi ha anticipato di un mese rispetto all’influenza 2025. Al momento si intravede un inizio di rallentamento. Adesso dobbiamo verificare come andrà la fase del picco: se in questi giorni dovessero verificarsi moltissimi casi in poco tempo, avremo maggior pressione anche sul nostro ospedale e dunque più difficoltà nella gestione dei pazienti. Oltre al virus dell’influenza, quello più comune in questo periodo è quello del raffreddore. L’influenza di quest’anno è piuttosto pesante con diverse mutazioni. Il vaccino resta sempre raccomandabile, meglio fare due giorni di febbre che essere ricoverati».

Il direttore del reparto Malattie Infettive dell'ospedale Maggiore di Cremona, Angelo Pan

Anche Regione Lombardia ieri comunicava il sovraffollamento delle strutture di prima emergenza. Una situazione comune alla stragrande maggioranza degli ospedali lombardi. «L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute è in aumento rispetto alla settimana precedente con un valore di 16,4 casi per 1000 assistiti per un totale di 16.400 persone con infezione respiratoria acuta». L’incidenza è pari a 42,2 su 1000 nella fascia d’età 0-4 anni, 17,2 sino ai 14 anni, 17,2 casi tra gli adulti sino ai 64 anni e 8,2 negli over 65.

A livello nazionale sono stati oltre 800mila i casi nella settimana natalizia, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 6,7 milioni. Più colpiti, come di consueto, i bambini nella fascia di età 0-4 anni, con circa 39 casi per 1.000 assistiti. Per gli esperti del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, l’incidenza è destinata a risalire, o comunque rimanere alta anche nelle prossime settimane. Del resto, che il virus sia nel pieno della sua corsa lo dimostrano le situazioni denunciate dai medici di famiglia.

«Il virus influenzale sta circolando in modo ancora molto intenso: lo stiamo riscontrando sia negli ambulatori sia nelle richieste dei pazienti — chiariscono dal Ministero —: persone costrette a casa da febbre, dolori muscolari, stanchezza marcata e disturbi respiratori. Importante non abbassare la guardia e non prendere sotto gamba il virus dicendo ‘è solo un’influenza’». La variante influenzale K a rapida diffusione che ha causato in modo dominante l’epidemia stagionale europea è intanto diventata dominante anche negli Stati Uniti. Lo stato di New York ha recentemente stabilito il record per il maggior numero di casi di influenza e ricoveri ospedalieri mai registrati in una settimana.

A CREMA ACCESSI SOTTO CONTROLLO: «MA NON ABBASSEREMO LA GUARDIA»

Una media di 153 accessi al giorno tra Capodanno e sabato per il pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Crema. «Gli ingressi al Pronto soccorso sono nella media stagionale e l’incremento degli accessi per sindromi influenzali rientra nei valori attesi per il periodo, senza evidenze di criticità straordinarie», commenta il direttore generale Alessandro Cominelli. Circa il 40% degli accessi sono stati classificati come codici di minore urgenza e circa il 30% come urgenze differibili. Pochi, insomma, i casi gravi. Nello stesso periodo dello scorso anno si erano registrati 512 accessi, con l’80% di pazienti in codice verde o giallo. I numeri risultano in linea con la normale affluenza.

Il direttore generale dell'Asst di Crema. Alessandro Cominelli

«Tuttavia è probabile – aggiunge il direttore generale – che i casi possano aumentare nelle prossime settimane. Al fine di migliorare la gestione dei casi a sospetta natura infettivologica e respiratoria, si ricorda che dal 12 dicembre è attivo un hotspot operativo dalle 20 alle 24 nei giorni feriali. Il sabato, la domenica e nei giorni festivi, dalle 10 alle 18. Il servizio ha l’obiettivo di ottimizzare i percorsi assistenziali e ridurre l’impatto sul pronto soccorso. Per accedervi bisogna chiamare il numero 116.117, che consente di entrare in contatto con un operatore di Areu per una prima consulenza telefonica. In base alla valutazione, potrà essere fissato un appuntamento e il paziente sarà indirizzato al servizio dedicato.

VACCINAZIONI, RISPOSTA POSITIVA 

La campagna vaccinale ha avuto una risposta molto positiva sia in città, sia nel resto del territorio, grazie alla disponibilità dello staff dei centri ospedalieri che, tra ottobre e dicembre, hanno promosso diverse giornate di porte aperte. Centinaia coloro che si sono sottoposti alla somministrazione dell’anti influenzale, con alcuni che hanno anche aggiunto il richiamo per il Covid. Restano comunque ampie fasce della popolazione non coperte, tra cui molti anziani, ovviamente i più a rischio complicazioni nel caso in cui contraggano l’influenza.

Al momento al Maggiore non sono previsti ulteriori open day del centro vaccinale, ormai il virus ha raggiunto il picco e a questo punto chi non si è protetto non può fare altro che alzare il proprio livello di attenzione. I consigli dei virologi sono sempre gli stessi: evitare ambienti sovraffollati e chiusi, cambiare aria nei luoghi di lavoro e studio con una certa frequenza, bastano anche un paio di minuti, lavarsi le mani con assiduità. Accorgimenti che i cremonesi hanno purtroppo imparato a seguire durante la terribile fase pandemica del Covid 19. Per chi ha sintomi influenzali, ma si reca comunque al lavoro, è consigliabile indossare la mascherina in modo da evitare di diffondere il contagio.

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