L'ANALISI
04 Gennaio 2026 - 11:58
CREMA - Un prelievo multiorgano eseguito il 3 gennaio presso l’Ospedale Maggiore di Crema consentirà di salvare la vita di almeno otto pazienti in attesa di trapianto. Il prelievo, che ha impegnato il personale medico e infermieristico di Asst Crema, è stato reso possibile grazie alla volontà donativa espressa dalla famiglia di un giovane uomo, deceduto a seguito di morte cerebrale.
Le équipe specialistiche intervenute, provenienti da Policlinico San Matteo di Pavia, Spedali Civili di Brescia, Ospedale Policlinico di Milano e Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, hanno proceduto al prelievo di cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, aorta, tendini e cute. Gli organi sono stati assegnati ai rispettivi centri trapianto secondo le indicazioni del Centro Regionale Trapianti. I tessuti prelevati saranno depositati presso le Banche delle ossa e della cute per le necessarie verifiche e procedure di validazione.

«Una volta accertata la morte e verificata la volontà donativa – spiega la dottoressa Federica Depetri, responsabile del Gruppo di Coordinamento Ospedaliero Procurement (Cop) dell'Asst di Crema – è stata attivata la procedura per la valutazione dell'idoneità clinica del donatore. L'intero percorso si è svolto in stretta collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, che ha curato la valutazione e la collocazione degli organi. Un particolare ringraziamento va al Coordinamento Regionale di Procurement ed in particolare a Elisa Pizzera per il prezioso supporto fornito, così come alla coordinatrice della Rianimazione di Asst Crema, Simona Monorchio per l'insostituibile lavoro svolto. Un'operazione che ha richiesto un impegno fisico e temporale non indifferente».

Il prelievo ha impegnato il personale medico per complessive 11 ore: le attività in sala operatoria sono iniziate alle ore 1.30 e si sono concluse alle ore 12.30 del 3 gennaio 2026. La dottoressa Depetri ha inoltre ringraziato tutte le unità operative coinvolte per l’elevata professionalità dimostrata: «Il lavoro in rete di tutto il personale di Asst Crema è stato fondamentale. Il dottor Giuseppe Lupi, medico rianimatore, ha segnalato il caso e attivato la commissione medica per gli accertamenti necroscopici. L’équipe accertatrice è stata costituita dal dottor Marcello Simonini, dirigente della Direzione Medica di Presidio, dal neurologo Ruggero Bonetti e dall’elettrofisiologa Sabrina Moretti. Il dottor Guido Merli, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, affiancato dalle infermiere Federica Righetti, Monica Monzio Compagnoni, Jessica Davì, Martina Brischio e dall’Oss Vincenzo Faletta, ha garantito l’assistenza agli operatori impegnati nelle attività chirurgiche. Fondamentale anche il contributo di tutti i servizi di diagnostica e cura dell’Ospedale».

«Interventi di questa complessità – sottolinea Alessandro Cominelli, Direttore Generale dell’Asst di Crema – rappresentano un esempio concreto di sanità pubblica che funziona e consentono di offrire una concreta possibilità di vita a più persone. Il primo e più grande ringraziamento va alla famiglia del donatore, che in un momento di dolore profondo ha scelto di compiere un gesto di grande valore umano e civile».
«Un sentito ringraziamento va a tutti i professionisti coinvolti – conclude il Direttore Sanitario, Alessandro Malingher – per l’efficace lavoro di gruppo e per l’elevato livello di competenza, professionalità e dedizione dimostrati. È doveroso ricordare come l’impegno dei medici e degli operatori sanitari non si concluda con la perdita di un paziente, ma possa proseguire attraverso percorsi che consentono di garantire cura e di salvare la vita di numerose altre persone. La promozione della cultura della donazione di organi e tessuti costituisce un valore imprescindibile per ogni struttura ospedaliera e per l’intero sistema sanitario regionale».
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