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Basket, cinque anni di Baskin Soncino

Un tempo relativamente breve per una grande quantità di successi. La presidente Zuccotti: «Siamo una grande famiglia che sta crescendo»

Andrea Arco

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andreaarco23@gmail.com

30 Aprile 2022 - 15:42

Basket, cinque anni di Baskin Soncino

Il direttivo del Baskin Soncino

SONCINO - Il Baskin Soncino ha spento questo weekend la sua quinta candelina. Poco tempo, troppi successi per elencarli tutti. E c’è la voglia di ripartire sia con la palla a spicchi che nel solidale. Intanto ha debuttato la prima maglietta celebrativa per omaggiare gli atleti speciali.

Il team al completo nel palazzetto

Grazie a loro Soncino ha di nuovo un campetto pubblico dove giocare a basket. E non solo. C’è anche un luogo di ritrovo per chi ama lo sport e l’inclusione. Imprese eroiche, fatte in soli cinque anni. Orgogliosa la presidente biancorossa Michela Zuccotti: «Siamo una grande famiglia che sta crescendo e cercando di migliorare sempre di più. Per me è una grande soddisfazione essere presidente di questi ragazzi che mi danno soddisfazioni. Mi sento la mamma di tutti. Il bene infinito e non condizionato che mi trasmettono è enorme. Abbiamo vinto non solo una coppa (Italia, ndr) ma anche una sfida con la società cercando di fare capire che siamo tutti uguali e abbiamo le stesse capacità, ognuno a modo suo».

Adesso si riparte, non solo dal canestro, come ricorda il vice Nikol Monciino: «Siamo arrivati ad un check point importante, 5 anni in cui abbiamo dimostrato cosa possiamo fare dal punto di vista sportivo e sociale. Siamo volenterosi, pieni di idee e di voglia di fare». Chiosa il direttore sportivo Umberto Zuccaro: «Sono stati cinque anni incredibili. Abbiamo iniziato senza sapere come e cosa avremmo dovuto fare, mossi da una forza di volontà incredibile e con la voglia di voler portare i valori dell’inclusione e dell’attenzione ai più deboli nel borgo. Abbiamo vinto una Coppa Italia con una squadra da ragazzi alla loro prima esperienza. La classica storia di cenerentola che si presenta al ballo ma questa volta alla mezzanotte la coppa è rimasta con noi a Soncino. La soddisfazione più grande? Aver insegnato ai nostri ragazzi che le loro differenze li rendono unici, speciali e che devono sempre credere nei loro sogni. Nello sport ma soprattutto nella vita».

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