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Lunedì 19 Aprile 2021

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ALLARME CORONAVIRUS

La Lombardia torna in zona arancione da lunedì 1° marzo

Impennata di nuovi casi e focolai nelle scuole legati soprattutto alla diffusione delle varianti

La Lombardia torna in zona arancione

ROMA (26 febbraio 2021) - Da lunedì 1° marzo la Lombardia torna in zona arancione: un passo indietro dovuto all'impennata di nuovi casi legati, in particolare, alla diffusione delle nuove varianti del Coronavirus. L'indice Rt si attesta 0,82 (0,79-0,84), ma il rischio calcolato sui 21 indicatori è considerato alto.

LA REGOLE.  I ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata (sono concessi asporto e delivery). I negozi restano aperti. La Dad è prevista solo alle superiori, con lezioni in presenza tra il 50 e il 75%. La circolazione all'interno di un Comune è permessa ma non lo è abbandonare il proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione. Vietato entrare o uscire dalla Regione.

CONTAGI IN CRESCITA. Secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute continua ad aumentare il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (31.378 contro 29.196 la settimana precedente) e scende lievemente la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (29,4% vs 29,8%). Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (36,1% vs 33,7% la settimana precedente). 

FOCOLAI NELLE SCUOLE. «Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma laddove ci sono dei focolai o
presenza di varianti è chiaro che tale decisione dolorosa è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici». Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa al ministero della Salute. Quindi ha spiegato:  «Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica. Abbiamo una diminuzione dell’età media dei casi: ciò può essere un primo effetto delle vaccinazioni sugli anziani e soggetti nelle Rsa. Però cominciamo a vedere anche focolai nelle scuole e ciò potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano di più i bambini ma senza forme gravi». Quest’ultimo è un elemento di cui tenere conto» 

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26 Febbraio 2021