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Domenica 28 Febbraio 2021

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CORONVIRUS. L'INTERVISTA

Balotta: «La variante inglese? Allarme prematuro»

L'infettivologa cremonese sulla presunta letalità record: «Insufficienti i dati disponibili al momento»

Balotta: «La variante inglese? Allarme prematuro»

La professoressa Claudia Balotta

CREMONA (24 gennaio 2021) - «Questa notte abbiamo potuto vedere i documenti sulla base dei quali hanno dato la notizia. Mettono davanti il fatto che hanno potuto considerare solo il 10 per cento dei pazienti che avevano la variante e che sono deceduti». Claudia Balotta, l’infettivologa cremonese alla guida del team del Sacco che a marzo del 2020 ha isolato il ceppo italiano del Coronavirus, non lo spegne, ma ridimensiona l’allarme lanciato da Boris Johnson sulla variante inglese «più letale del 30-40 per cento».
«La segnalazione c’è, il piccolo allarme esiste, non so se ci deve preoccupare moltissimo. Lo teniamo nel debito conto e aspettiamo i dati di conferma».

Professoressa Balotta, il 10 per cento non è molto.
«L’analisi non ha potuto essere estesa a tutti quelli che avevano la variante, ma avevano anche un decorso normale della malattia».

Non è stato un annuncio un po’ frettoloso? La gente va in panico.
«Giustamente, se c’è un allarme, va dato. Però, nello stesso tempo bisogna anche considerarlo nel dettaglio. Loro vedono un aumento del 35 per cento circa della mortalità in quei pazienti che hanno questa variante, ripeto sempre solo sul 10 per cento dei pazienti. La comunità scientifica deve saperlo e loro stessi dicono che faranno indagini più estese. Resta il discorso generale».

Ovvero?
«Che un virus muta non per uccidere di più. Poi, se incontra un ospite particolarmente fragile, lo uccide anche, come, credo, sarà successo nel caso della variante inglese. Però, il virus cambia per adattarsi alla popolazione, non per ucciderla. E per adattarsi, per cercare di replicarsi, cerca di diventare più trasmissibile».

Secondo lei , Perché Johnson ha lanciato l’allarme?
«Secondo me, ha due problemi. Il primo: deve giustificare alla sua popolazione le restrizioni e deve allarmare per far sì che la trasmissibilità aumentata di questa variante sia contrastata da tutte le misure di vigilanza e di prevenzione».

Il secondo problema?
«Johnson ha un sistema sanitario che nella prima ondata ha mostrato, come nel nostro, molte falle. La mortalità è controllata, si dice così nei loro studi, per capire quanto l’età dei pazienti, il sesso e le altre malattie possano aver influito sui decessi. È quello che hanno già fatto. E malgrado il controllo per età, per sesso e per morbilità è venuto fuori questo 35% in più. Però, poi , tutto questo dipende da quante rianimazioni e quanti servizi territoriali per controllare a casa come uno sta e ricoverarlo al momento giusto, tutte cose che sappiamo».

La variante inglese è più contagiosa del 70 per cento.
«Esatto. La maggiore trasmissibilità vuol dire che una persona ne infetta di più di quante non ne infetterebbe, a parità di condizioni, una persona che ha la variante classica».

Il metro di distanziamento è sufficiente?
«Sì. Né cambiano l’utilità ed il tipo di mascherina».

Qualcuno consiglia l’uso delle Ffp2.
«Secondo me, la maggiore trasmissibilità è stata valutata a parità di distanziamento, del lavaggio delle mani e della mascherina utilizzata. La maggiore trasmissibilità ci deve solo dire che nessuna misura di prevenzione può essere attenuata, semmai rinforzata».

Preoccupa molto la variante brasiliana
«Si sa poco. Mentre per la variante inglese, sappiamo che comporta lo sviluppo di anticorpi in grado di neutralizzarla e che i vaccini, sia il Pfizer che il Moderna, sono efficaci per prevenire l’infezione di questa variante, non sappiamo se questo è vero anche per la variante brasiliana. Moderna ha fatto una dichiarazione per la quale il suo vaccino sarebbe efficace, però non sappiamo, per esempio, se gli anticorpi che neutralizzano questa variante sono come quelli che avevamo contro le varianti circolanti prima oppure sono diversi».

Nel concreto cosa significa?
«Che se una persona ha fatto l’infezione in precedenza, diciamo nella primavera-estate e adesso viene in contatto con la variante brasiliana, non siamo sicuri che i suoi anticorpi siano in grado di neutralizzarla. E, quindi, c’è la possibilità che si reinfetti di nuovo, quella che chiamiamo reinfezione. Ma anche questo è tutto da stabilire».

Quando potremo togliere la mascherina?
«Quando avremo raggiunto l’immunità di gregge, non prima».

Quando l’avremo raggiunta?
«Non prima della fine dell’estate, sempre che i vaccini siano disponibili e sempre che riusciremo a fare in fretta. Su questo non bisogna dare un allarme, ma...».

Ma?
«Ma la pressione sugli amministratori della sanità bisogna metterla. La campagna vaccinale va fatta il più presto e il più in fretta possibile. Adesso, anche con le seconde somministrazioni, abbiamo già coperto tutti i sanitari e finiremo con i più fragili nelle Rsa, poi bisogna andare velocissimamente».

Professoressa, lei è pensionata dall’1 marzo del 2020, ma continua al lavorare con il professor Galli.
«Il professor Galli ed io abbiamo messo insieme il Gruppo Scire, che sta per Sars-CoV2 Italian Research Enterprise, un gruppo collaborativo che vuole studiare come il virus varia e se questo modifica la malattia per come la conosciamo, se la rende più grave. Una rete che inizialmente aveva 28 centri clinici e laboratori abbastanza già ben distribuiti in Italia, nord, centro e sud».

E adesso?
«Nell’arco di un mese, siamo diventati 74. Il professor Galli, con tutto quello che deve fare, vuoi dal punto di vista dell’ospedale, vuoi di tutte le attività, commissioni e televisioni, non riesce a fare tutto questo. Perciò, i rapporti, le teleconferenze, le indicazioni su cosa fare, sui campioni da raccogliere, indirizzarli nei posti in cui si studino, perché quello che bisogna fare è sequenziare il virus, in laboratorio stanno facendo gli esperimenti, tutto questo lavoro, tra computer e telefono, lo sto facendo io».

Lavora più di prima.
«Lavoro dieci volte di più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

24 Gennaio 2021