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Mercoledì 12 Agosto 2020

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Insieme perché non siamo isole

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Dieci fiocchi rosa e cinque fiocchi azzurri. Un boom di nascite concentrate in sole 24 ore ha trasformato l’ospedale Maggiore di Cremona da luogo simbolo dell’emergenza Coronavirus a culla della rinascita individuale e collettiva. In un lampo la bella notizia ha fatto il giro d’Italia, ha suscitato unanime emozione e ha riacceso la speranza che sembrava spenta dopo la lunga notte del lockdown. Uno dei neonati è stato chiamato dai genitori Noah, variante moderna dell’antico Noè, il patriarca biblico che salvò l’umanità dal diluvio universale: difficile pensare a una suggestione più grande dopo la paura della «fine del mondo» a causa di un virus tanto invisibile quanto letale. Ma fra i magnifici quindici del Maggiore c’è anche un batuffolo rosa di nome Federica: letteralmente, significa «ricca di fede», al maschile «potente signore della pace». Un messaggio meraviglioso, urlato al mondo con la potenza che solo l’ugola dei neonati riesce ad avere. Di fronte a tutta questa epifania un giornale cosa può fare? Raccontare la gioia dei genitori, naturalmente. E sottolineare la valenza esemplare di un simile evento. Ma non basta. Un giornale può anche ricordare che solo pochi mesi fa una delibera regionale ha deciso di chiudere la Terapia Intensiva Neonatale di quello stesso ospedale perché i numeri erano (e restano) troppo bassi per giustificarne l’autonomia. Come se il valore di una vita, di ogni singola vita, si misurasse con il metro del profitto anziché con una grandezza infinita.

In questo campo la terribile esperienza della pandemia potrebbe svelare un risvolto positivo, lasciare un’eredità preziosa, portare la Regione a rivedere quella scelta, nell’ambito della generale revisione del modello di assistenza e cura che si impone non solo in Lombardia per rafforzare la medicina sul territorio, alleggerire la pressione sugli ospedali, avvicinare il sistema della sanità pubblica ai bisogni reali di tutti noi, cittadini momentaneamente sani, degenti occasionali, malati cronici o involontari bersagli di un virus sconosciuto. È tanto, ma ancora non basta. Per questo, La Provincia ha deciso di fare un passo in più, di essere ancora più vicina ai neo genitori e ai neonati cremonesi, a tutti i fiocchi rosa e azzurri che punteggiano i reparti di Ostetricia dei nostri ospedali: non solo a Cremona, ma anche a Crema. Da oggi i genitori di ogni nuovo nato avranno diritto a un abbonamento gratuito della durata di sei mesi all’edizione digital del nostro quotidiano. Un piccolo, grande dono per sottolineare la loro appartenenza a una comunità. Perché «nessun uomo è un’isola, intero in se stesso», ma «ciascuno è una parte del tutto», come ci ricorda da oltre quattro secoli il grande poeta e teologo inglese John Donne. Nell’arcipelago che ognuno di noi contribuisce a formare ogni nuovo lembo di terra che emerge dal mare - dal padre Po, avrebbe scritto il grande Gioânn Brera, più vicino alle nostre terre - è una preziosa ipoteca sul futuro. Un domani che sarà sempre più tecnologico (da qui la scelta di offrire in dono ai neogenitori un abbonamento digitale e non il tradizionale giornale di carta) ma che, sempre più, dovrà impiegare le nuove tecnologie al servizio dell’uomo, per semplificargli la vita, non certo per renderlo schiavo. Ai magnifici quindici del Maggiore - e a tutti i neonati post Covid - le nuove tecnologie dovranno togliere la fatica, non l’anima. Solo così, ogni nuovo fiocco rosa o fiocco azzurro continuerà a essere una bellissima notizia. Per il giornale. Per la nostra comunità. E per il mondo intero. 

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01 Luglio 2020