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Giovedì 20 Giugno 2019

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Il candidato che non c'è fa il gioco di Galimberti

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Il direttore Marco Bencivenga

di Marco Bencivenga*

A dieci settimane esatte dalle elezioni Amministrative a Cremona, il Centrodestra non ha ancora scelto il proprio candidato sindaco. Anzi, l’aveva scelto, ma dopo averlo tenuto a bagnomaria per un mese, l’ha rimesso in discussione sull’altare degli accordi politici e degli equilibri regionali, se non addirittura nazionali. Così, mentre il sindaco uscente Gianluca Galimberti lancia via social i dieci punti del suo programma e inaugura la sede del proprio comitato, mentre nel campo del centrosinistra fioriscono le liste civiche e mentre il Movimento 5 Stelle svela le proprie sfide-bandiera, sul fronte Lega-Forza Italia-Fdi ancora si discute di nomi, di rapporti di forza e di possibili candidature. Una dialettica fertile e preziosa, se non fosse che intanto i giorni passano e che il povero Alessandro Zagni - dapprima proposto dal suo partito, la Lega, poi promosso all’unanimità dal tavolo locale degli alleati, infine congelato in attesa di decisioni dei livelli superiori - rischia di dover partecipare a una corsa ad handicap se, dopo le tensioni e i ripensamenti di queste ore, tutto tornerà alla situazione di partenza, di fatto rimettendolo in sella. Il problema è che, non solo il continuo “stop & go” ha già finito per indebolire una candidatura che poteva essere in ben altro modo legittimata e proposta, ma l’intero Centrodestra si ritroverà ad aver sprecato un mese di tempo, anziché sfruttarlo per elaborare il programma, definire la squadra di governo della città (in caso di vittoria), tessere quella rete di relazioni e di alleanze che si traduce in consensi al momento del voto. Un doppio autogol che la spartizione dei posti da assegnare (Cremona a me, Pavia a te, Bergamo agli altri, il Piemonte e addirittura la Basilicata a chissà chi) non basta per giustificare o rendere accettabile. Perché è vero che la politica è l’arte del compromesso, della mediazione e delle compensazioni (vedi alla voce “contratto di governo” fra M5S e Lega) ma in questa partita Cremona rischia di ritrovarsi ancora una volta nei panni di Cenerentola, una scelta di risulta dopo che i diversi partiti hanno soddisfatto altrove i propri appetiti.

Per questo a livello locale serve con urgenza uno scatto d’orgoglio, una prova di carattere e di personalità. Quantomeno per contrastare ogni tentativo di confinare Cremona (e la sua provincia) all’irrilevanza o alla marginalità. I tentennamenti di queste ore, al contrario, non fanno che favorire la corsa di Galimberti e la vittoria del Centrosinistra, esattamente come successe cinque anni fa, quando le divisioni del Centrodestra produssero come unico risultato la sconfitta del sindaco uscente Oreste Perri. Al che viene spontaneo chiedersi: la storia non ha insegnato niente a Lega, Fi e Fratelli d’Italia? Senza andare troppo indietro nel tempo, qualcosa di simile è successo lo scorso anno nella vicina Brescia, dove il candidato sindaco (l’avvocato Paola Vilardi, già assessore della precedente Giunta a trazione forzista) fu gettato nella mischia solo all’ultimo momento e condannato a sconfitta sicura. Addirittura con la rielezione al primo turno del sindaco uscente Emilio Del Bono, unico vincitore di centrosinistra a livello nazionale nella tornata elettorale passata alla storia per il crollo del Pd e il doppio boom di Lega e Cinquestelle. Certo, stavolta lo scenario è un po’ diverso, perché il 26 maggio non si voterà solo per le Amministrative, ma anche per le Europee, e questo potrebbe politicizzare l’intera campagna elettorale e, di conseguenza, il voto. Se si andasse alle urne solo per il Comune, i consensi probabilmente sarebbero legati più alla credibilità e all’autorevolezza personale dei diversi candidati che ai partiti. Invece, è facile prevedere che la doppia urna finirà per polarizzare le scelte: stessa croce su entrambe le schede. Una prospettiva che, sondaggi alla mano, potrebbe favorire il candidato del Centrodestra. Ma Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia non ci contino troppo: le ultime vicende elettorali hanno dimostrato che i cittadini votano sempre più in libertà, senza badare troppo alle ideologie e alle bandiere di un tempo. Se vogliono davvero vincere le elezioni, i tre partiti che si contrappongono a Galimberti farebbero bene a non perdere altro tempo, annunciando entro poche ore il nome del proprio candidato-sindaco. Se forte, autorevole e condiviso, meglio. Poi, come sempre e per fortuna, la parola passerà ai cremonesi.

*direttore del quotidiano La Provincia di Cremona

16 Marzo 2019