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CREMA

In permesso 104 a ballare, licenziata

Nel pomeriggio di venerdì 4 la comunicazione della Fondazione Benefattori, di cui la donna era dipendente

In permesso 104 a ballare, licenziata

L’ingresso della Fondazione Benefattori Cremaschi di via Kennedy

CREMA - E' sfociato nel licenziamento il provvedimento disciplinare intrapreso nei confronti di una dipendente della Fondazione Benefattori Cremaschi. La donna, ufficialmente a casa con permesso retribuito grazie alla legge 104, di fatto si trovava a Rimini per partecipare ad una gara di ballo. La notizia del licenziamento è stata comunicata poco dopo le 15 di venerdì 5 settembre direttamente dai vertici della Fondazione. La dipendente era tenuta sotto controllo da diverso tempo, a quanto pare numerose sarebbero state le segnalazioni arrivate alla direzione sull'uso non proprio corretto del permesso retribuito, concesso alla donna per assistere un famigliare malato. 
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05 Settembre 2014

Commenti all'articolo

  • giuseppe

    2016/10/23 - 18:06

    Sconsolante vedere come la gente si accanisce con chi ha grossi problemi in famiglia. La 104 doveva essere un aiuto non un ulteriore mezzo di licenziamento. Ricordo a tutti che la Magistratura interpreta la 104 nel modo più restrittivo possibile, pertanto per chi non lo sapesse è sufficente una foto dell' investigatore mentre la persona bagna il giardino per essere licenziati e il Magistrato non farà un piega (naturalmente 24 su 24 ore). Dicasi condizionamento politico/sociale, verificate pure, non troverete sentenze positive per i lavoratori. Negli anni 70/80 queste cose non succedevano, ma ora con il crollo dei diritti dei lavoratori ogni mezzo è buono per licenziare. Chi utilizza ancora questa legge dia retta a me, lasciate perdere, non ne vale la pena, il rischio è troppo, e poi comunque non vi risolverà il problema che avete in famiglia.

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  • Selene

    2014/09/08 - 11:11

    Da quando i permessi della 104 riguardano il riposo di chi bada ad una persona disabile? Per rispoaci abbiamo le ferie e i ROL. Proprio non ne abbiamo mai abbastanza di fari elargire i soldi dei contribuenti! La legge 104 serve ad ASSISTERE una persona disabile, non a riposarci da essa. Tutti coloro che usano i permessi 104 per poter fare i comodi loro, rubano la pensione a tutti noi. Ci pensate che i giovani in pensione non ci andranno mai? E questyo perchè ci sono persone che con i soldi dell' INPS ci vanno a ballare! Fatevi un esamino di coscenza prima di pensare che tutto sia dovuto.

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  • jenny

    2014/09/06 - 18:06

    Faccio notare che la legge 104 concede di assentarsi dal lavoro tre giorni al mese a quelle persone che accudiscono un familiare bisognoso di assistenza. Il familiare non obbligatoriamente deve risiedere nella stessa casa del beneficiario dei permessi. E' evidente che una persona che ha bisogno di assistenza non può essere accudita solo tre giorni al mese (e gli altri 27 cosa fa ? ) quindi i famosi tre giorni di permesso retribuito non sono finalizzati alla pura assistenza al familiare ma piuttosto visti come un surplus di riposo per la persona che si accolla l'onere di accudire un parente bisognoso di cure quotidiane. In questa ottica la tanto vituperata dipendente poteva disporre del suo tempo libero come meglio credeva. Per spiegarsi meglio: se come fanno quasi tutti i beneficiari della legge 104 nei giorni di permesso andava a fare spese, oppure al cinema, oppure in palestra o in qualsiasi altro posto , se scoperta veniva licenziata ?!?

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  • silvia maria

    2014/09/05 - 17:05

    infame vergognati! Usare una legge di tutela di un disabile, che sicuramente vorrebbe non esserne in possesso, per poi andare al tuo divertimento : il licenziamento è un regalo! Dovrebbero farti restituire tutti i soldi dei giorni che hai sfruttato e rimborsare il danno morale alla persona che, in teoria, dovevi assistere.

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    • Aldo

      2015/02/08 - 02:02

      Informati meglio potresti scoprire che i fatti non sono esattamente come descritti. Le persone da assistere sono i genitori invalidi al 100% Potrebbe trattarsi di una buona scusa per licenziare una persona che fa attività sindacale sgradita.

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