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Martedì 10 Dicembre 2019

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Iori, confermato l'ergastolo in appello

Dopo oltre sette ore di camera di consiglio

Iori, confermato l'ergastolo in appello

I genitori e la sorella di Claudia Ornesi fuori dal tribunale

CREMA - Confermato l'ergastolo a Maurizio Iori in Appello dopo sette ore di Camera di consiglio e confermati i due anni di isolamento. All'ex primario è stata tolta la patria potestà. Confermate anche le provvisionali come risarcimento del danno a Pasqua (400mila euro) e Paola Ornesi (200mila euro). Dopo la lettura della sentenza, Maurizio Iori che era presente in aula si è seduto e ha detto ai suoi avvocati, Michele Bontempi e Elena Frigo: "Ditemi che è successo davvero, e che non è un incubo". Alla lettura della sentenza Paola Caroselli, madre di Iori, è scoppiata in lacrime. "Me lo fanno morire in carcere, è un innocente in carcere come un delinquente". Poi ha urlato: "Maledetti", e il suo pianto si è trasformato in grido. "E' finita come doveva finire - ha detto fra le lacrime Pasqua Ornesi, mamma e nonna delle vittime -  doveva essere solo così. Spero che Iori apra il suo cuore al pentimento. "Sono due martiri che vanno dritto verso Dio", ha aggiunto Gianstefano, il papà di Claudia Ornesi. "E' stato messo in crisi da una bambina, peggio di Erode", ha detto ancora mamma Pasqua. "Assolverlo sarebbe stato come uccidere due volte Claudia e Livia - ha detto Paola Ornesi, sorella e zia delle vittime. Se c'è qualcosa di diabolico, è in chi lo ha commesso". 

Nel suo intervento, la mattina di venerdì 6 giugno, il procuratore generale aveva usato queste parole: 'Se assolvete Iori, condannate idealmente Claudia ad essere l'assassina di sua figlia".  "Le parole del procuratore hanno colto l'essenza del nostro dramma. C'era di mezzo un infanticidio. Se Iori ha avuto questo atteggiamento, lo terrà fino alla fine, ma io non ce la farei a tenere dentro questa cosa", ha aggiunto Paola Ornesi. 

Una camera di consiglio durata sette ore. Non ha mai avuto dubbi?  "Mai, mai avuto dubbi - ha risposto Paola Ornesi - non c'erano dubbi, come negare il lavoro abilissimo di investigazione. Anche i magistrati hanno guardato tutto". "Io sono un'insegnante - ha continuato Paola Ornesi - ora posso dire ai miei figli e ai miei alunni che amo come figli di credere nella giustizia, che la giustizia esiste. Mia sorella che adoravo e mia nipote che amavo come una figlia saranno riabilitate". 

Eleonora Pagliari e Marco Severgnini, legali di parte civile, hanno così commentato la sentenza: "Non c'è niente da festeggiare, ma siamo confortati dalla decisione che ha reso giustizia, verità, e che ha dato il rispetto dovuto alla memoria di Claudia e Livia. E' rimasto completamente confermato l'accertamento delle responsabilità che già la corte d'assise di Cremona aveva accertato".   

06 Giugno 2014