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Giovedì 20 Giugno 2019

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RIVOLTA D'ADDA

Gli abusivi del camping

Accesi anche i falò nonostante i divieti e le multe

Gli abusivi del camping

I campeggiatori abusivi fotografati pochi giorni fa lungo l’Adda

RIVOLTA D’ADDA — Campeggiatori e falò abusivi lungo le rive dell’Adda, in barba ai divieti e ai controlli della polizia locale e provinciale e delle guardie volontarie del parco Adda sud. Una cattiva abitudine che si registra soprattutto nella bella stagione e che perdura anche in questo mese di settembre baciato dal sole. Incuranti del rischio sanzioni, in alcuni casi le multe possono essere di centinaia di euro, decine di persone di diverse nazionalità utilizzano le aree golenali a loro piacimento senza rispettare le normative.
Il problema è stato segnalato da alcuni rivoltani che nel fine settimana amano passeggiare a piedi o in bicicletta lungo la green way che costeggia il fiume. Addirittura, come raccontano i testimoni, chi occupa abusivamente le sponde arriva con le auto sulle spiagge, in particolare nella zona conosciuta come località Bisarca, al confine tra il Comune di Rivolta, quello di Trucazzano e i territori che rientrano nella giurisdizione dei parchi Adda sud e Adda nord. Il risultato di questi bivacchi, oltre al rischio di incendi provocato dai falò abusivi accesi per preparare grigliate e per scaldarsi dopo il tramonto, è un ricettacolo di rifiuti che spesso vengono abbandonati lungo le rive. Una situazione di degrado sotto gli occhi di tutti. I controlli delle autorità preposte non mancano, ma spesso i campeggiatori abusivi la fanno franca. Il problema si accentua nei fine settimana, specialmente la domenica quando, in barba ai divieti di accesso ai veicoli a motore, decine di auto, scooter e moto scendono sino al fiume sfruttando i percorsi riservati a pedoni e ciclisti, con a bordo le attrezzature per i barbecue e il campeggio. Senza contare poi il rischio per chi, dopo aver mangiato e bevuto, si concede un bagno nell’Adda nonostante i divieti di balneazione e le forti correnti. Comportamenti pericolosi che non di rado, in passato, sono finiti in tragedia con annegamenti o persone trasportate d’urgenza in ospedale per malori dovuti a congestioni.

23 Settembre 2014