il network

Venerdì 15 Novembre 2019

Altre notizie da questa sezione


CREMA

Case popolari, montagna di insoluti

Si sfiorano i 300 mila euro, difficile garantire la manutenzione ordinaria

Case popolari, montagna di insoluti

Gli alloggi popolari di via Riva Fredda

CREMA - Fondo morosità ormai vicino al rosso. La riserva economica è stata voluta e attuata per garantire — a fronte di mancati pagamenti degli affitti — le ordinarie e straordinarie spese di manutenzione delle case popolari gestite dal Comune. Fondo quasi in rosso, con possibili e negative conseguenze sul bilancio comunale come vedremo, perché il numero di inquilini che non pagano il canone è in costante aumento. Nel 2011 gli insoluti erano pari 211mila euro, nel 2012 sono lievitati a 277mila euro, nel 2013 si sfiorano i 300mila euro e stando alle proiezioni (mancano poco più di tre mesi alla fine del 2014) anche quest’anno le cose sono destinate a non andare meglio. Con una quota del canone di locazione che ogni inquilino dovrebbe pagare viene appunto creato il fondo di morosità a cui attingere in caso di bisogno.

E — purtroppo — negli ultimi anni è stato così. Segno che la situazione economica è ulteriormente peggiorata e molte famiglie non riescono nemmeno a far fronte al pur ridotto canone d’affitto che non è certo paragonabile a quello del libero mercato. Con i canoni di locazione, oltre ai già citati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, viene anche ammortizzato l’investimento iniziale. Non bastano i 426mila euro annui che entrano nelle casse dagli affitti dei 320 alloggi occupati, a cui vanno sommati i 35mila euro ricavati dai 76 box auto in locazione.

Cosa succede se il fondo morosità va in rosso? Semplice. Il Comune deve farvi fronte e garantire la necessaria copertura. Attingendo a risorse proprie (cioè di tutti i cittadini) che andranno a gravare su un bilancio anoressico. I ben informati assicurano che è in corso una verifica. Nel senso che i controlli saranno più stretti. A chi non può pagare ed è in grado di dimostrarlo nessun problema, altro discorso invece per chi fa il furbo. Operazione — se messa in atto — nient’affatto semplice perché i dati da incrociare oltre ad essere molteplici non sono tutti di facile accesso.

Di contro c’è chi, come era successo per i residenti di alcune case popolari, non perde occasione per far sentire la propria voce, lamentandosi e documentando lo stato di alcuni alloggi. Si tratterebbe di interventi di manutenzione ordinaria. Ma, stando a quanto si è visto non sempre è possibile farvi fronte. E non certo per pigrizia.

22 Settembre 2014