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Martedì 10 Dicembre 2019

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RIPALTA CREMASCA

La nuova ciclabile è pericolosa

Chiesti interventi urgenti alla Provincia

La nuova ciclabile è pericolosa

La nuova pista ciclabile

RIPALTA CREMASCA — È stata inaugurata la scorsa primavera dopo anni di attesa e già si parla di modificarla, addirittura di spostarla altrove. Partenza in salita per la ciclabile che unisce Ripalta Cremasca a Ripalta Guerina, in questi giorni finita nel mirino per la sua pericolosità. A lamentarsi sono alcuni dei cittadini che la utilizzano regolarmente ma anche — ed è significativo — i sindaci dei due paesi collegati dalla pista. Sia Aries Bonazza (Ripalta Cremasca) sia Luca Guerini (Ripalta Guerina) ne hanno discusso nei giorni a Cremona con il commissario della Provincia Gianluca Pinotti, chiedendo urgenti interventi di messa in sicurezza e criticando, di fatto, un’opera realizzata solo pochi mesi fa dai loro predecessori in municipio.

Due, fondamentalmente, i problemi sollevati. Innanzitutto il fatto che un tratto della pista ciclo-pedonale si trovi ad un livello inferiore rispetto alla carreggiata stradale, peraltro in un punto in cui la provinciale presenta due curve pericolose: se un’automobile esce di strada, in sostanza, finisce per piombare direttamente sulla ciclabile. «È già accaduto più di una volta — spiega Guerini —: fortunatamente non stava transitando alcun pedone o ciclista, ma è un rischio che non possiamo più correre». Poi c’è un secondo problema, di minore impatto ma comunque preoccupante, ossia il fatto che spesso sassolini e piccoli detriti presenti sul bordo della carreggiata vengono urtati dalle gomme delle auto e schizzino come ‘proiettili’ sulla pista. Da qui la richiesta a Pinotti di intervenire, visto che la strada è di competenza provinciale: «Il primo passo da fare è mettere in sicurezza il tracciato — prosegue Guerini — capiremo al più presto come agire, probabilmente attraverso la posa di guardrail o protezioni simili. Dopodiché valuteremo se e come apportare modifiche più consistenti».

Tra le ipotesi al vaglio, allontanare il percorso ciclopedonale dalla strada, oppure alzarlo fino al livello della carreggiata. «Ma per farlo — sottolinea Guerini — saranno necessari dei finanziamenti esterni». Proprio come quelli — 221mila euro dalla Regione, 42.500 dalla Provincia e dal Parco del Serio — che hanno permesso di costruire la pista inaugurata solo pochi mesi fa.

23 Agosto 2014