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Martedì 17 Settembre 2019

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CREMA

Ladri alla casa del carnevale

Spariti i generatori elettrici, l'amarezza dei volontari. Terzo colpo in un anno

Ladri alla casa del carnevale

Renato Stanghellini mostra alcuni dei danni subiti

CREMA - «La nostra è arte povera... a chi mai può venir in mente di rubare proprio a noi?». Eppure, per la terza volta nel giro di un anno, ad essere saccheggiato è stato il capannone di via Fermi dei volontari del carnevale cremasco. A scoprire il furto,sabato 23 agosto in mattinata, è stato il presidente del comitato Eugenio Pisati: «Ho trovato tutto sottosopra...». 

All’appello mancano due generatori di energia elettrica, componenti utilizzate per ‘animare’ i carri allegorici, ossia le principali attrazioni delle sfilate. Il valore degli apparecchi si aggira attorno ai mille euro; ma i volontari dovranno anche provvedere a riparare i danni provocati dagli intrusi alla porta secondaria del capannone, forzata da chi ha messo a segno il furto. «Si sono rubati pure le cialde del caffè... ma senza toccare la macchina».

Gli intrusi hanno dapprima scavalcato la recinzione, sul retro della costruzione. E quindi, utilizzando le impalcature normalmente impiegate per l’allestimento dei carri, hanno creato una sorta di ponte, che permettesse agevolmente di oltrepassare il reticolato. Così da poter trasportare al di fuori dell’area i generatori elettrici. Per allontanarsi indisturbati, in direzione del quartiere di Santa Maria della Croce, i protagonisti dell’intrusione si sono infilati in un campo coltivato a granoturco: i responsabili del comitato hanno trovato traccia del passaggio ed anche del trascinamento delle componenti rubate. Non appena scoperto il furto, che verosimilmente risale alla notte precedente, Pisati ha avvertito la polizia. E gli agenti della squadra volante hanno compiuto un sopralluogo nel capannone, alla ricerca di indizi in qualche modo utili all’identificazione degli autori. Ma allo stato attuale, nelle mani degli investigatori vi sarebbe ben poco.

La struttura, affittata dal comitato, non è protetta da sistemi d’allarme. E di qui la difficoltà nello stabilire a che ora gli intrusi siano entrati in azione. La zona dove si trova lo stabile (l’area degli insediamenti produttivi a ridosso dell’ex cascina Pierina) è scarsamente frequentata la sera e nessuno ha notato movimenti sospetti attorno all’edificio. L’ultimo ‘colpo’ nel capannone dei volontari risale ad appena un paio di mesi fa. «Ormai — ammettono con amarezza — ci hanno presi di mira».

23 Agosto 2014