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Lunedì 18 Novembre 2019

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SPINO D'ADDA

Invasione di tartarughe americane

Si tratta di carnivori pericolosi per l'ecosistema

Invasione di tartarughe americane

Le tartarughe americane

SPINO D'ADDA – L'Adda invasa dalle tartarughe americane. Vederle sbucare dall'acqua per molti ha rappresentato una bella sorpresa, in realtà questi esemplari sono carnivori e pericolosi per l'ecosistema.

Gli avvistamenti all'altezza della lanca di Spino sono stati numerosi: tanti pescatori involontariamente hanno anche preso al lamo gli anfibi, rischiando di venirne azzannati. “Non è facile vederle – spiega l'attivista Claudio Bordogna, che è stato anche presidente del Parco Adda -: sono molto riservate e si tuffano subito in acqua, ma la lanca di Spino è invasa da queste grosse testuggini. Le chiamano tartarughe americane dalle orecchie rosse che spesso si regalano ai bambini da tenere in un acquario”.

E le ragioni della presenza in Adda è dovuta proprio al fatto che questi animali vengono poi abbandonati: crescono in breve tempo e quando le dimensioni sono notevoli, le famiglie se ne sbarazzano. “Se liberate, si sviluppano rapidamente – precisa Bordogna -: le due fotografate hanno un diametro di oltre 20 centimetri ed entrano in competizione con la nostra testuggine di palude, già rara, minacciandola di estinzione. Se si hanno in casa, è bene non immetterle nei corsi d’acqua, ma portarle al Parco Ittico Paradiso di Villa Pompeiana – Zelo Buon Persico, dove vengono tenute in un luogo loro riservato”.

Il fenomeno non è del tutto nuovo. Nella Muzza, ad esempio, il problema era stato segnalato più volte. In particolare nella lanca dopo la centrale idroelettrica di Paullo, all’altezza del ponte del canale, da tutti denominato delle Tre Miserie, si trovano diverse testuggini yankee. Qui pare che abbiano trovato un habitat accogliente: una zona paludosa a ridosso di un canneto, con alcuni alberi che spezzati sono caduti nell’acqua. Non essendo autoctoni, ma importati, questi esemplari sono molto pericolosi per l'ecosistema. Essendo carnivori, si nutrono di vermi, piccoli pesci ma anche di anfibi, uova di tutte le specie.

Il carattere aggressivo ha la meglio su quello delle italiche tartarughine palustri, già sparite dai nostri fossi perché tombinati o ripuliti con mezzi meccanici che le uccidono.

21 Agosto 2014