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Giovedì 18 Luglio 2019

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PROCESSO IORI, VERSO LA SENTENZA

Il pg: "Se lo assolvete condannate Claudia"; la difesa: "Non c'è movente"

Dalle 11,05 giudici d'Appello in camera di consiglio

Il pg: "Se lo assolvete condannate Claudia"; la difesa: "Non c'è movente"

Maurio Iori al centro fra i suoi avvocati

BRESCIA - "Se voi assolvete Iori, condannate idealmente Claudia ad essere l'assassina di sua figlia. Iori assuma le proprie responsabilità, tutte le sue responsabilità e confessi di essere stato l'omicida di Claudia e di sua figlia. E' l'ultima occasione,e' l'unico modo per onorare la memoria di una persona speciale, Claudia, e della sua bambina'. Con queste parole, il Procuratore generale, Domenico Chiaro, ha concluso la sua replica, oggi venerdì 6 giugno davanti ai giudici della corte d'assise d'appello di Brescia che devono decidere se confermare l'ergastolo o assolvere Maurizio Iori, l'ex primario di Oculistica dell'ospedale Maggiore di Crema,in primo grado condannato al carcere a vita e a due anni di isolamento per aver ucciso l'ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e sua figlia Livia, di appena due anni, inscenando poi un 'suicidio allargato". Mamma e figlia furono trovate morte la mattina del 21 luglio del 2011 nell'appartamento di via Dogali da Gianstefano Ornesi, papà' di Claudia e nonno di Livia. Uccise, per l'accusa, con il farmaco Xanax somministrato in forma liquida, mascherato in un succo di pompelmo, e con il gas butano.
Dopo il Pg Chiaro, ha preso la parola l'avvocato di parte civile, Marco Severgnini, che con la collega Eleonora Pagliari assiste Pasqua e Paola Ornesi, la nonna e la zia della piccola Livia. "E la povertà di tracce in quella casa. Claudia pulisce tutto e porta via la spazzatura prima di suicidarsi?", ha rilanciato Severgnini, per il quale "i contesti umani sono determinanti in questa vicenda". Sia il Pg che l'avvocato sono tornati sulle intercettazioni telefoniche, in particolare quella tra Magda, l'ex fidanzata storica di Iori,e quest'ultimo. "Iori padre affettuoso? In quella lunga telefonata, solo alla fine dice che a questa bambina non era affezionato. Questa intercettazione andrebbe sentita, ascoltata, sarebbe bastato sentire il tono", ha tuonato il Pg , che ha fatto riferimento anche ad altre telefonate. Quella della prima moglie del medico con un'amica, in cui le ha detto che Maurizio, dopo questo fatto, si è comportato come se avesse ucciso un gatto selvatico a Canicattì o come se avesse schiacciato una lucertola sull'Aurelia. O la telefonata della seconda moglie , Laura Arcaini , con l'ex marito, che la chiama e le chiede: "Ma cosa è successo?". E lei: "Guarda che Maurizio non è molto sodo". La parola e' poi passata all'avvocato Michele Bontempi, difensore di Iori con il professor Tullio Padovani, del Foro di Siena, stamane assente. "L'assunzione del farmaco e' il tema centrale. Non si è formata la prova che si potesse mascherare una dose massiccia di Xanax. La quantità e'il punto dolente dell'accusa". E poi: "Ci sono rimasto male nel sentire le parole del Pg. Iori e' innocente, come può confessare se è innocente? Il professor Padovani ha dimostrato in maniera chirurgica che la sentenza di primo grado non può reggere. Credo nella giustizia!".
L'avvocato Elena Frigo, in sostituzione del difensore Padovani, ha iniziato la replica, parlando della signora Paola Caroselli, la madre di Iori, "una madre che non ha mai abbandonato suo figlio, e qui in aula, non si è mai persa una udienza, lo va sempre a trovare in carcere", ribattendo così all'accusa, secondo cui Iori era terrorizzato dalla madre tenuta all'oscuro dell'esistenza di Claudia e Livia. "E anche se lo avesse saputo, cosa sarebbe potuto capitare? Niente, assolutamente niente. Il movente non c'è e in un processo indiziario, il movente e' fondamentale". Come il collega Bontempi, anche l'avvocato Frigo e' tornata sulla impossibilità di mascherare quella quantità di Xanax anche nel cibo (sushi). "Non potete condannarlo, se non avete una prova oggettiva che escluda il suicidio".

06 Giugno 2014