il network

Giovedì 21 Novembre 2019

Altre notizie da questa sezione


IL PROCESSO D'APPELLO

"Contro Iori solo un castello di sospetti, neanche indizi"

Le arringhe dei difensori dell'ex primario di oculistica condannato in primo grado all'ergastolo

"Contro Iori solo un castello di sospetti, neanche indizi"

Nella foto d'archivio Maurizio Iori in tribunale

BRESCIA - "Contro Iori solo un castello di sospetti, neanche indizi".  Proseguono nel pomeriggio  di mercoledì 21 maggio le arringhe dei difensori di maurizio Iori, l'ex primario di oculistica dell'ospedale di Crema condannato in primo grado all'ergastolo per il duplice omicidio della sua ex compagna, Claudia Ornesi e della loro figlioletta Livia, di soli due anni.  Dopo l'intervento in mattinata dell'avvocato Michele Bontempi del foro di Brescia che ha parlato per due ore e 50 minuti, dalle 16,45 è in corso l'arringa del professor Tullio Padovani. Per i difensori "un delitto senza movente. Iori amava sua figlia e non avrebbe mai ucciso sangue del suo sangue". La difesa sta passando in rassegna  tutti i riscontri scientifici "oggettivi".    

21 Maggio 2014