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Martedì 10 Dicembre 2019

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CREMA

Esami sballati in ospedale: due interrogazioni

Cinzia Fontana chiederà informazioni al ministero della Sanità, Federico Lena all'assessore regionale. L'azienda produttrice Abbot spiega il suo operato

Una dottoressa impegnata in analisi di laboratorio

Sono state presentate due interrogazioni sulla vicenda Paratormone cioè del rischio, per chi ha effettuato gli esami del sangue nell'ospedale di Crema, di avere risultati sbagliati a causa di problemi di dosaggi. Una vicenda che interessa 3.000 persone. La deputata Cinzia Fontana chiederà conto al ministero della sanità perché la vicenda può interessare altre strutture, non solo quella di Crema. Federico Lena, consigliere regionale, chiederà all'assessore Mario Mantovani notizie sull'accaduto per salvaguardare la realtà cremasca.Intanto la Abbot, multinazionale produttrice del kit per il dosaggio del paratormone, ha diffuso un comunicato stampa: “Abbott, da sempre attenta alla salute dei pazienti, durante uno studio di controllo terminato nel gennaio 2014 e svolto sul test i-PTH, ha riscontrato una deriva della prestazione del dosaggio (variazione dei livelli rilevati) rispetto ad uno studio effettuato in precedenza e portato a termine nell'agosto del 2012. Tale deriva potenzialmente potrebbe generare risultati falsamente elevati. Il test i-PTH misura i livelli di paratormone nel sangue ed è utilizzato dai Clinici principalmente come ausilio nella diagnosi differenziale di ipercalcemia, ipocalcemia e disturbi delle paratiroidi. In data 12 febbraio 2014 Abbott ha immediatamente informato le autorità competenti e ha disposto un richiamo volontario del prodotto comunicando tale informazione a tutti gli enti, centri e distributori interessati per permettergli di attivarsi in modo efficace e tempestivo. Nel contempo, l’azienda ha predisposto la sostituzione del prodotto con un test analogo e ha stipulato convenzioni con centri e laboratori sul territorio, per ripetere il test su quei pazienti ove il risultato ottenuto non fosse in linea con il quadro clinico. A tal fine è stata predisposta una lettera da inviare ai medici di riferimento per informarli del possibile problema analitico, in modo che potessero valutare la necessità di ripetere il test ai loro assistiti. L’azienda, come sempre, rimane a disposizione dei centri, dei medici e dei loro pazienti”.Stefano Giuberti,  responsabile commerciale Fora, ha scritto: “Circa la sopravvenuta necessità, da parte del Laboratorio dell’Ospedale di Crema, di richiamare 3.400 utenti a causa dell’anomalia nei risultati dei test ai quali erano stati sottoposti, la scrivente tiene a precisare quanto segue. Fora S.p.A., in esito a conforme procedura di appalto, è general contractor dell’ospedale di Crema per le forniture di Laboratorio analisi. Analoghe funzioni sono svolte da Fora per diversi ospedali in Italia. Fora non è produttrice delle tecnologie e dei Kit forniti e utilizzati, i quali sono invece prodotti dalle multinazionali del settore. La scelta dei prodotti succitati e delle relative case produttrici è effettuata dalla direzione del laboratorio ospedaliero”.Da segnalare inoltre il seguente link del Ministero della salute: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_AvvisiSicurezza_2863_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.300651.pdf.Contiene tutte le informazioni necessarie per comprendere meglio la vicenda nata da un’azione dell’ospedale  di Crema. 

13 Marzo 2014