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Giovedì 23 Gennaio 2020

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CREMA

Elementari, iscrizioni 'pazze'
Alcune classi prime a rischio

Ci sono plessi sommersi da richieste, altri 'dimenticati': sindaco e presidi al lavoro per ridistribuire gli alunni in città

Elementari, iscrizioni 'pazze'
Alcune classi prime a rischio
Prime con 28 alunni e prime costrette ad alzare bandiera bianca per mancanza di iscritti. Classi con percentuali di bimbi stranieri superiori al tetto massimo e classi composte interamente da italiani. Quartiere che vai, scuola che trovi. E' un quadro decisamente complicato quello risultante dalle iscrizioni alle primarie cittadine per l'anno 2014/2015: se la formazione delle classi seguisse esattamente le domande sottoscritte dalle famiglie cremasche, non ci sarebbe scuola esente da problemi. Chi per eccesso e chi per difetto di iscritti, di stranieri, di diversamente abili. “Ci sono situazioni paradossali e differenze enormi tra un plesso e l'altro” spiega il sindaco Stefania Bonaldi, che ieri ha convocato in municipio i dirigenti scolastici dei tre istituti comprensivi cittadini – Pietro Bacecchi, Cristina Rabbaglio e Giuseppe Strada – per analizzare le domande d'iscrizione pervenute e studiare le strategie d'intervento più opportune. Presente anche Francesca Bianchessi dell'ufficio scolastico provinciale, decisa quanto il sindaco a favorire una distribuzione più equilibrata degli studenti nelle varie primarie cittadine, evitando così il rischio di dolorose interruzioni nel regolare ciclo delle classi. Quel che potrebbe capitare per esempio alle elementari di San Bernardino, dove le pochissime domande pervenute non permetterebbero di attivare la classe prima. “Speriamo si trovi il modo di convogliare qui alcuni studenti iscritti altrove” si augura il consigliere comunale Pd Matteo Gramignoli, che già da settimane sta manifestando tutta la sua preoccupazione insieme ad alcuni genitori del quartiere. “Perdere la prima in una scuola di quartiere così importante sarebbe grave – commenta il sindaco –, ma esistono problematiche di vario tipo anche in altri plessi. Ho chiesto ai dirigenti scolastici di lavorare in squadra, di non badare solo al proprio orticello: ci siamo presi una settimana per analizzare bene i dati, poi ci ritroveremo per mettere a punto le opportune soluzioni”.

08 Marzo 2014