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Martedì 25 Giugno 2019

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Comuni strangolati dai tagli
Giusto che i sindaci lascino?

Prosegue il dibattito: cresce il fronte del 'no' alle dimissioni di Dolini per protestare contro il patto di stabilità

Comuni strangolati dai tagli
Giusto che i sindaci lascino?

Il consiglio comunale di Crema

Crescono, rispetto al primo giorno del nostro sondaggio, le voci contrarie alla scelta del sindaco di Pandino Donato Dolini e di tutta la sua maggioranza di dimettersi per protestare contro il patto di stabilità. Ieri sono intervenuti politici e cittadini. Tra i primi il sindaco di Palazzo Pignano Rosolino Bertoni: «Le ragioni di Dolini sono veritiere — commenta — questo stato ci sta strangolando e la burocrazia mette talmente tanti paletti da renderci la vita impossibile. Detto questo, la scelta di Dolini è fine a se stessa e non porta a nulla se non ad un po’ di rumore sui media. La prima cosa, dal mio punto di vista, è la lealtà verso gli elettori. Lasciare in mezzo al guado, mettendo in difficoltà tutti, non è condivisibile». Dello stesso parere Luciano Capetti, ex assessore di Crema: «Dolini doveva pensare prima ai vincoli del patto di stabilità, visto che gli stessi ci sono da parecchi anni. Non è un politico sprovveduto, l’ho sempre considerato molto capace. Mi ha sorpreso la sua scelta. Non si abbandona una nave nel mezzo di una tempesta ad un anno dalla scadenza del mandato». Tra i concittadini del sindaco, Marco Cirilli commenta: «Comprendo la decisione — spiega — ma razionalmente ed emotivamente non la condivido. La questione del patto di stabilità vale a Pandino, come a Lampedusa. Pochi giorni prima di dimettersi, sul numero de ‘Il Comune informa’, distribuito ai pandinesi, si leggeva un intervento del sindaco che, pur non descrivendo una realtà tutta rose e fiori, non lasciava presagire nulla. Qualcosa di serio deve essere nel frattempo intervenuto perché la discontinuità di toni e di argomentazioni è stata troppo forte». Per Gianni Silva, commerciante, le dimissioni «non sono state un atto medidato e la questione dei tagli dello Stato mi è sembrata una giustificazione, a fronte di ben altri problemi. Dolini in questi anni ha sbagliato non ascoltando le richieste dei cittadini, con un atteggiamento volto solo a zittire gli altri». Per Maria Luisa Rancati di Nosadello, invece, «Dolini ha fatto bene. Sono la mamma dell’ex assessore Fabio Fornoni, e ho visto da vicino quanto ha lavorato in questi anni per amore del suo paese. Senza i finanziamenti necessari, non si può andare avanti».  
QUESTI GLI INTERVENTI DEL PRIMO GIORNO
Camillo Comandulli, sindaco di Castelleone: «Le dimissioni di Dolini sono un atto di coraggio e di coerenza: chi è contrario non sa cosa significhi fare il sindaco oggi, nelle nostre piccole realtà, confrontandosi con i problemi di una comunità, mostrando direttamente la faccia a chi ti conosce e al quale devi dare risposte concrete, non avendo più gli strumenti minimi per poter governare». 
Antonio Agazzi, ex candidato sinda o di Crema e consigliere di opposizione: «Dolini e la sua maggioranza hanno gettato la spugna — esordisce —: si tratta di un gesto che, pur nato da motivazioni anche condivisibili, non va emulato. Passato il clamore e archiviate le comparsate televisive, rimarrà una testimonianza improduttiva. Tutti i sindaci sono nelle condizioni in cui si dibatteva Dolini, non per questo vengono meno al dovere di onorare il mandato ricevuto>>.
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25 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • PFG

    2014/02/23 - 12:12

    A me 'sta cosa dei soldi che ci sono ma non si possono spendere mi suona falsa...

    Rispondi