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Giovedì 12 Dicembre 2019

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CREMA. OSPEDALE

"Vogliamo i soldi degli arretrati"
Ultimatum dei sindacati all'Azienda

Non basta, secondo le parti sociali, la proposta del management di recuperare le ore non retribuite aumentando i riposi

L'ingresso dell'ospedale Maggiore di Crema
Non basta poter recuperare le ore di arretrati accumulate, i dipendenti dell'ospedale vogliono poter scegliere di essere pagati per quanto lavorato in quesi anni e, per il momento, non retribuito dall'Azienda. E' la richiesta avanzata ieri dai sindacati confederali all'incontro con i responsabili del personale del nosocomio cittadino. Il piano elaborato dai vertici del Maggiore prevede di spalmare su più anni il recupero delle 43mila ore di straordinari che vantano circa 800 tra infermieri e operatori socio sanitari, sui 1.350 dipendenti del nosocomio cremasco. Pagarle, per l’ospedale, significherebbe dover sborsare mezzo milione di euro. La questione è aperta, se ne riparlerà il 12 marzo in una nuova riunione con gli stessi protagonisti di ieri: Guido Avaldi, che segue la gestione del personale dell'Azienda ospedaliera, e le parti sociali. Tra i presenti Monica Vangi della Cgil, Daniele Gramignoli della Cisl, Marco Penci della Uil e i rappresentanti sindacali interni dei lavoratori. "Vogliamo che sia lasciata l’opzione di scelta al personale — ha commentato la Vangi —: o il recupero, ma con tempi certi, e non spalmati su troppi anni, oppure il pagamento di quanto spetta loro". L’azienda ha presentato la situazione del debito orario pregresso, spiegando le azioni messe in atto per contenere il ricorso al lavoro straordinario, nel rispetto del budget economico a disposizione per il pagamento del personale. Obiettivo primario dei prossimi mesi non accumulare ulteriori arretrati. Tra le iniziative quelle sulla formazione del personale: i corsi saranno interamente conteggiati come orario di lavoro, senza prevedere straordinari. In atto anche una riduzione dei tempi di passaggio di consegne tra il personale a fine turno, insieme ad una riorganizzazione del lavoro in senso generale che interesserà sale operatorie e reparti.  "Abbiamo chiesto una verifica puntuale della tenuta di questi interventi — ha continuato la Vangi —: ad esempio: cosa significa nei reparti ridurre i tempi del passaggio di consegne? Inoltre, in quanti anni potrebbero essere recuperate le ore arretrate? Al momento non è chiaro, ci attendiamo risposte". In merito ai pagamenti degli arretrati, nei giorni scorsi il direttore generale Luigi Ablondi era stato molto chiaro: "Non possiamo permetterci, anche per i limiti di legge sulla spesa per il personale, di versare mezzo milione di euro. Significherebbe dover tagliare una decina di infermieri o di operatori socio sanitari". 

22 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • PFG

    2014/02/23 - 12:52

    ...Che i lavoratori vogliano i soldi subito e non le vacanze dopo. Considerati i fondi a disposizione e l'entità non eccessiva (fatte le debite proporzioni sul totale) dell'arretrato, non capisco perchè l'Ospedale non possa rapidamente mettere in campo una soluzione nell'uno o nell'altro senso. O forse lo capisco: vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, far fare gli straordinari e non pagarli...

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