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Venerdì 15 Novembre 2019

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Crema. Platea gremita e tanti applausi

Sorpresa Abatantuono a teatro
Prima in regia, poi sul palco

Applausi per il suo primo lavoro da regista 'Vengo a prenderti stasera', ieri in scena al San Domenico, seguito da un mini show personale

Sorpresa Abatantuono a teatro
Prima in regia, poi sul palco

Abatantuono sul palco dopo lo spettacolo

CREMA — «La morte è la negazione assoluta dell’esperienza: nessuno è mai tornato indietro a raccontarla». Così ognuno è libero di immaginarla come vuole. Diego Abatantuono, per la sua prima regia teatrale, ha deciso di raccontarla a modo suo: una morte non proprio ‘eccezzziunale veramente’, ma comunque una morte leggera, spigliata, comprensiva, a tratti perfino simpatica. Per non sbagliare si è affidato a due amici e colleghi di lungo corso — Nini Salerno e Mauro Di Francesco — e ha scelto di raccontare il tipo di morte con cui anche lui, prima o poi, dovrà fare i conti: la morte dei comici, che è anche il titolo di un testo teatrale firmato una decina d’anni fa da Lorenzo Beccati e Valerio Peretti Cucchi e che Abatantuono ha utilizzato come base di partenza per la scrittura del suo Vengo a prenderti stasera. Lo spettacolo, in tournée da un anno e mezzo, ha fatto tappa ieri sera al San Domenico . Pienone in platea, anche perché si annunciava la partecipazione straordinaria dello stesso Abatantuono: apparizione puntualmente avvenuta in coda allo spettacolo. Commedia in cui, a dispetto del tema, si è riso spesso. Di trama c’è poco: un comico di scarso successo, interpretato da Di Francesco, viene raggiunto nel suo salotto di casa dalla Morte dei comici, Salerno, il cui mestiere è appunto quello di accompagnare nell’aldilà gli artisti. Il problema è che lo sventurato non ne vuole sapere di lasciare la sua casa, il suo cane e le sue paturnie da sessantenne fallito, anche perché la Morte gli prospetta un futuro all’inferno dei comici, dove dovrà partecipare continuamente a provini in cui verrà scartato. «Sono milioni di anni che si muore, possibile che non abbiate ancora perfezionato il metodo?» implora il poveretto. La Morte si gioca la carta dei ricordi e prova a raccontare al comico con quanta nonchalance, anni addietro, si siano lasciati convincere Totò e John Belushi, Stanlio e Ollio, Massimo Triosi e Vittorio De Sica. Una commedia certamente piacevole, probabilmente accorciabile, arricchita da una scenografia virtuale (firmata Gianandrea Gazzola) proiettata su teli bianchi. Salerno e Di Francesco una garanzia, il ‘terzo tempo’ di Abatantuono la ciliegina sulla torta: 20 minuti a ruota libera, tra battute, spiegazioni dello spettacolo — con ampia parentesi dedicata al tema del trapianto di organi — e risposte alle domande del pubblico.

06 Febbraio 2014