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Mercoledì 22 Gennaio 2020

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RAPPORTO SULLA POPOLAZIONE

Crema è un paese per vecchi
Sempre più anziani in città

Aumentano gli over 65 e diminuiscono i neonati: trend preoccupante anche da un punto di vista economico e sociale

Una veduta aerea di Crema
Crema? Un paese per vecchi. Più gli anni passano e più spuntano le rughe alla popolazione cremasca, incapace di rigenerarsi e di assicurare il necessario il ricambio generazionale. Ad ogni giro di boa la situazione si aggrava: gli anziani aumentano e i neonati diminuscono, l’età media si alza, la popolazione attiva si assottiglia e cresce di conseguenza la fetta di chi non è in grado di autosostenersi economicamente. Lo dicono le statistiche elaborate nei giorni scorsi dalla Provincia di Cremona, che come ogni anno ha presentato il rapporto sulla popolazione residente (i dati si riferiscono al 31 dicembre 2012). Stringendo il cerchio attorno a Crema, si nota innanzitutto come gli abitanti siano tornati a crescere dopo il crollo dell’anno precedente: 33.556 quelli censiti, contro i 33.086 di fine 2011. Si conferma in netta maggioranza la presenza femminile: 17.504 le donne, 16.052 gli uomini. Le donne sono anche quelle che vivono più a lungo: sono femmine 8 dei 10 ultracentenari cremaschi, ma anche 41 dei 48 residenti di età compresa tra i 95 e 99 anni, o ancora 234 dei 301 cittadini tra i 90 e i 94 anni. Quote rosa in maggioranza anche per quanto riguarda la presenza di stranieri: 3.243 quelli totali, di cui 1.782 donne e 1.461 uomini. Ma l’aspetto più preoccupante è quello relativo al progressivo invecchiamento della popolazione. Tre i valori statistici che lo confermano. Il primo è il cosiddetto ‘indice di vecchiaia’, che a Crema si attesa a 194: ciò significa che per 100 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni sono presenti 194 persone con oltre 65 anni. Di più facile lettura è il ‘tasso di vecchiaia’, che in città si attesta a 24: significa che su 100 residenti, 24 sono anziani. Il terzo indice demografico che completa il quadro è il rapporto ‘anziani per bambino’: in città è pari a 5, il che significa che per ogni bambino di età inferiore ai 6 anni ci sono 5 anziani.

28 Gennaio 2014